
lunedì 31 marzo 2008
FERMIAMO QUESTA BARBARIE




Durante parecchi giorni, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d’arte erano spettatori impassibili dell’agonia del povero animale (guardate le ultime due foto!), fino a quando finalmente morì di fame e di sete, sicuramente dopo essere passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario. La prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era "arte", ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione alla futura Biennale del 2008.
FERMIAMOLI!!!
Firmiamo questa petizione"
MA IL PESCE DOPO TRE GIORNI NON PUZZA PIU'?I CONTI SI'!!!!!
ALZI LA MANO A CHI PIACE IL PESCE.IO ALZO LA MIA.ALZI LA MANO CHI E' INDIGNATO DI DOVER MANTENERE QUESTA MASSA DI LADRI CHE POI ANCHE QUANDO VENGONO CONDANNATI NON VANNO MAI IN GALERA.....PECCATO AVERE DUE SOLE MANI.ALZI LA MANO CHI E' STANCO DI VEDERLI CANDIDATI COME SE NIENTE FOSSE.....IDEM COME SOPRA.
IL COMANDANTE GENERALE,ANZI EX VISTO CHE HA DATO LE DIMISSIONI,E' STATO CANDIDATO DA AN,ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DEL VOLER DARE SPAZIO SOLO A VOLTI INECCEPIBILI DAL PUNTO DI VISTA DELLA FEDINA PENALE.
NEL COMPUTO DEI CONTI CONTESTATI A SPECIALE NON CI SONO SOLO LE SPIGOLE,MA ANCHE:GITE A SCROCCO SULLE DOLOMITI, L'USO IMPROPRIO DI AEREI DI PROPRIETA' DELLA GUARDIA DI FINANZA,GLI ATR-42,3885 EURO A ORA DI VOLO,PER I QUALI L'ISTRUTTORIA E' STATA CHIUSA E LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI HA GIA' CHIESTO A SPECIALE DI SALDARE.....IL CONTO,IN PIU' SARA' ANCHE CALCOLATO IL "DANNO DI IMMAGINE AL CORPO E ALLE ISTITUZIONI",VEDREMO POI IN SOLDONI COSA SIGNIFICHERA'. "Per una condotta - scrive il procuratore Angelo Canale nel chiudere l'indagine - illegittima e illecita", di cui l'ex comandante generale risponderà economicamente in solido con il generale Ugo Baielli, all'epoca comandante del gruppo aeronavale delle Fiamme Gialle e oggi in pensione. COMUNQUE,IL SEGGIO PARE SICURO PER SPECIALE,E' NUMERO TRE IN LISTA,QUINDI SI SA,IL REATO POLITICO E' VICINO,BERLUSCONI HA GIA' DETTO CHE LE PERSECUZIONI POLITICHE DA PARTE DEI MAGISTRATI NON SARANNO ACCETTATE,FACILE INTUIRE CHE ANCHE QUESTO TIPO DI REATI FIGURERA' TRA QUELLE........ COSI' SI INDIGNAVA IL GENERALE PER L'INCHIESTA CHE LO COINVOLGEVA GIA' 5 MESI FA:"per una campagna di stampa infondata e di intollerabile violenza".ORA SAREI CURIOSA DI SAPERE COME SI GIUSTIFICA!ALLORA SI GIUSTIFICAVA COSI': "A Passo Rolle - disse il generale - ero andato per motivi d'ufficio. Per salutare la componente alpina". E il pesce fu un impegno solenne "con i miei finanzieri", "da padre, prima che da comandante", "perché mi avevano confidato di non poterne più di mangiare soltanto wurstel". Peccato, che quando le spigole si involarono per le Dolomiti, a passo Rolle di uomini stracchi di wurstel non ve ne fosse nessuno, se non quelli costretti al lavoro para-alberghiero imposto dalla presenza nella foresteria del Corpo dell'allora comandante generale e della sua corte. La Procura generale della Corte dei conti ha infatti accertato che, in quello scintillante 2005, Roberto Speciale raggiunse passo Rolle in due occasioni. La prima (in febbraio) per una gita sulla neve ("Repubblica" la documentò con un video). La seconda (in agosto) per una passeggiata tra le margherite e uno sfizio di pesce. Il comandante generale - scrive il procuratore Angelo Canale - raggiunse la foresteria di passo Rolle il 20 agosto 2005 per trascorrervi "una settimana di ferie". Nessun impegno istituzionale, nessuna premurosa visita alla truppa infreddolita lungo il confine. Una semplice vacanza a spese del Corpo. Per la quale, sia in andata che in ritorno, "non utilizzò, come sarebbe stato opportuno, mezzi propri" (un volo di linea o un treno per Bolzano), ma l'Atr-42 che aveva eletto a suo personal jet, "disponendo che ne venisse predisposta la riconfigurazione per trasporto passeggeri". Il 20 agosto 2005, dunque, Speciale raggiunge Bolzano in Atr-42 con il suo seguito e di qui Passo Rolle. Si accomoda in baita, dove avverte presto il desiderio di pesce fresco. Alza il telefono e parla con il generale Ugo Baielli, comandante dell'aeronavale, il quale provvede. La mattina del 25, all'aeroporto militare di Pratica di Mare viene comandato di servizio il maggiore Aldo Venditti, in forza al gruppo di "Esplorazione marittima" (sorveglianza delle coste contro il contrabbando), con un ordine che - secondo quanto accerteranno sia la Procura generale della Corte dei Conti, sia la Procura militare - dispone l'immediato decollo dallo scalo laziale alla volta di Bolzano di un Atr-42 per "trasporto autorità". Il povero maggiore Venditti attende sulla pista fiducioso l'arrivo della "Autorità". Non è la prima volta che fa da aero-taxi, non sarà l'ultima. Epperò non se ne vede l'ombra. L'Autorità, infatti, è una cassa di spigole. Per Venditti è troppo. Come racconterà ai magistrati, va bene l'autista, ma non lo spallone di pesce. Si rifiuta di mettersi alla cloche perché ciò che è scritto nel piano di volo è semplicemente un falso. Baielli gli rinnova l'ordine, questa volta - annota la Procura - motivando il trasporto con "esigenze di natura operativa". L'Atr-42 decolla per Bolzano. Speciale può godere della sua grigliata. Scrive il procuratore Angelo Canale con una prosa che da incredula si fa indignata. "
E' documentalmente provato che il velivolo Atr-42 è stato impiegato per il trasporto di pesce fresco con una disposizione che non può essere altrimenti definita che illegittima e illecita". Che ha umiliato chi l'ha subita e dovrebbe far vergognare chi l'ha impartita. Roberto Speciale. Lo stesso uomo che, non più tardi di venerdì scorso, si è abbandonato alla vanità di un ritratto di "Italia Oggi", in quel di Perugia, dove ha stabilito il suo quartier generale di candidato del Pdl. Per far sapere che "come ho detto a Fini, senza preti e senza militari non si vince". "Che il suo telefono squilla senza sosta con chiamate da tutta Italia, ma lui non è lo Spirito Santo". Soprattutto, che si vendicherà, perché "nella Guardia di Finanza molti appoggiano la mia candidatura, mentre chi mi ha tradito la teme". AHIA ,SENTO ODORE NN SOLO DI PESCE,MA DI CHIARE MINACCE.......SONO QUESTE LE FACCE DEL RINNOVAMENTO,DELL'ONESTA',DELLA TRASPARENZA?
GENTE,QUANDO ANDREMO A VOTARE,FACCIAMO DI TUTTO AFFINCHE' QUESTA GENTAGLIA NN VADA AL GOVERNO.SPECIALE E' SOLO UNO DI QUELLI,LA LISTA E' LUNGA, INUTILE DIRLO.FRA BREVE PARLERO' AMPIAMENTE DELLE MIE RIFLESSIONI SULLE PROSSIME ELEZIONI.NN VOGLIO MISCHIARE QUI,IN QUESTO POST,LE MIE INTENZIONI DI VOTO ACCOSTANDOLE A NOMI COME QUESTO.GIA' HO MAL DI STOMACO,PERCHE' SO CHE DOVRO 'OPERARE UNA SCELTA CHE SIA COME SEMPRE NON A FAVORE DI QUALCUNO,MA CONTRO INDIVIDUI DI QUESTA RISMA,CONTRO NANI,LADRE E BALLERINE.MA NE RIPARLEREMO PIU' IN LA' E CON LA CALMA DOVUTA.
domenica 30 marzo 2008
ALLARME STUPRI CON DROGA ANNESSA
"GHB OVVERO LA DROGA DELLO STUPRO
Oggi ho avuto un po' di tempo libero e ne ho approfittato per approfondire la lettura di alcuni articoli sui vari blog (anche di quelli datati), ma un articolo in particolare mi ha colpito. Questo articolo intitolato "GHB ovvero la droga dello stupro" ed è stato scritto da CHIT. Dopo essere stato da lui autorizzato, ho copiato integralmente il suo post e l'ho incollato qui di seguito perché, insieme alle tante altre cose orrende che succedono nel mondo, anche quest'aspetto deve essere valutato e sentito... e se non ci pensano i mass-media alla divulgazione, posiamo pensarci noi blogger a darne risalto con i nostri di tam-tam mediatici.
Si chiama GHB (Acido Gamma Idrossi Butirrico) ed è a tutti gli effetti una droga originariamente nata per la cura di malattie come l’alcolismo. Perché ve ne parlo? Bé, semplicemente perché sempre più frequentemente viste le sue proprietà questa droga viene usata per stordire ed annebbiare persone che successivamente diventano vittime di stupri e violenze.E’ un liquido incolore, insapore, inodore che viene venduto in bottigliette ed assunto per via orale, ha l’aspetto dell’acqua e un gusto salato. Dà senso di stordimento ed ebbrezza descritta come simile a quella alcolica. I consumatori enfatizzano le riferite proprietà afrodisiache del composto. E’ più probabile un generale sedazione dell’assuntore. L’inibizione viene eliminata e la sostanza porta ad un rilassamento tale da far cadere addormentato il soggetto. E di facile reperibilità sul mercato e, come potete immaginare, è ancor meno difficile da somministrare alle vittime.Se ne parla poco perché la politica ed il gossip fanno sicuramente più audience di un’informazione utile però dopo aver letto una testimonianza di una vittima qualche mese fa mi sono informato e sono rimasto choccato da quanto scoperto. Infatti pare che sempre più spesso, in caso di stupri e/o violenze, le vittime vengono trovate in un forte stato confusionale che spesso impedisce il ricordo di dettagli e quant’altro possa favorire le indagini. In un primo tempo si pensava ad una forte componente emotiva, alla volontà da parte della vittima di cancellare e non ricordare l’accaduto, ma gli esami di laboratorio hanno rilevato nella quasi totalità dei casi la presenza nell’organismo delle vittime di tracce di GHB.Credo sarebbe compito e dovere dei media informare di queste sostanze e di questi rischi piuttosto che continuare a puntare il dito su leggende metropolitane a cui non crede più nessuno che non fanno altro che far perdere di credibilità (se mai ne avessero ancora) a quella che ci ostiniamo a chiamare "informazione".
Vorrei concludere con una riflessione che mi ricorda le vecchie esortazioni delle mamme-chioccie "non accettate caramelle dagli sconosciuti!"... forse questa è davvero l'unica prevenzione: non accettare niente dagli sconosciuti...."
ED ORA,PER SAPERNE DI PIU' SU QUESTA SOSTANZA,ECCO COSA HO TROVATO SU WIKIPEDIA:
Il Gamma-idrossibutirrato (acido 4-idrossibutanoico, C4H8O3) è sia un medicinale che un carboidrato che si trova normalmente nel sistema nervoso centrale, così come in altri organi come fegato, reni, cuore, ossa. Come farmaco è usato comunemente sottoforma di sale chimico (Na-GHB o K-GHB). Il sale di sodio è commercialmente conosciuto come ossibato di sodio.
Medico
È stato usato come anestetico generale, ed ipnotico nel trattamento dell'insonnia. Il GHB è stato anche usato per trattare la depressione clinica, e migliorare la prestazione atletica. Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration permette l'uso di GHB sotto il nome commerciale di Xyrem per ridurre il numero degli attacchi di cataplessia nei pazienti con narcolessia. In Italia, sotto il nome commerciale di Alcover, il GHB è usato nel trattamento dell'alcolismo (da 50 a 100 milligrammi per kilo al giorno, in 3 o più dosi divise).
Il GHB negli USA è anche chiamato G, Juice, Liquid X, Liquid E. È molto meno conosciuto come GHB, Gamma-Oh, Georgia Homeboy, Georgia Detwiler, Blue Verve, Gamma-G, Qi, scoop, goop o gerb. In Italia non ha nomi alternativi data anche la sua scarsa notorietà.
Il suo uso potenziale come droga da stupro negli anni novanta ha portato all'inserirla negli USA nello Schedule I della Legge sulle sostanze controllate (Controlled Substances Act), nel marzo del 2000. Il 21 marzo 2001, la Commissione sui narcotici ha posto il GHB nello Schedule IV del 1971 (Convenzione sulle sostanze psicotropiche[1].
Il sale di sodio di GHB ha un sapore chimico delicato e molto salato. A dosi basse, il GHB può causare uno stato di euforia, aumentata socialità. Questo tipo di uso è particolarmente comune nei rave. A dosi più alte, il GHB può indurre nausea, vertigini, sonnolenza, disturbi alla vista, respiro affannoso, amnesia ed incoscienza. Gli effetti del GHB possono durare da 1.5 a 3 ore.
Modo d'azione
L'azione del GHB deve ancora essere pienamente chiarita. Il GHB ha almeno due siti d'azione, stimolare il recettore da poco caratterizzato e chiamato "recettore GHB" così come il recettore GABA. Il GHB, se è indubbiamente un neurotrasmettitore, raggiungerà concentrazioni abbastanza alte solamente per agire nei confronti del recettore GHB, poiché ha solo debole affinità per il GABA. Comunque, durante l'uso ricreazionale, il GHB può raggiungere concentrazioni molto alte nel cervello, relativamente ai livelli basali, e può reagire con il recettore GABA. L'azione del GHB a questo è probabilmente responsabile dei suoi stessi effetti sedativi. La stimolazione del recettore GABA mediata dal GHB inibisce il rilascio di dopamina così come causa il rilascio di sedativi naturali, i neurosteroidi. Negli animali gli effetti sedativi possono essere fermati dagli antagonisti del GABA.
La rilevanza del recettore GHB negli effetti comportamentali indotti dal GHB è molto controversa. Sembra difficile credere che il recettore GHB non è importante quando è densamente espresso in molte aree del cervello, includendo la corteccia, anche perché è il sito con grande affinità all'azione del GHB. Esiste una ricerca limitata sul recettore GHB. Ad ogni modo l'evidenza mostra che causa il rilascio di glutammato, che dovrebbe essere stimolante. Non sembra comunque che il recettore GHB spieghi le proprietà sedative od additive del GHB.
Si potrebbe proporre una situazione dove alte dosi di GHB sono sedative attraverso la sua azione al recettore GABAB, mentre una dose più bassa è in qualche modo stimolante. Questo può spiegare l'effetto cosiddetto di "rimbalzo", sperimentato da individui che usano il GHB come sonnifero, quando si svegliano poche ore dopo un sonno indotto da GHB. Vale a dire che, nel tempo, la concentrazione del GHB nel sistema diminuisce (a causa del metabolismo), sotto una soglia per stimolare la funzione del recettore GABAB, e stimola semplicemente il recettore GHB, portando a svegliarsi.
Pericoli
Mentre piccole dosi di GHB sono considerate essere sicure, più alte ed ultra altre dosi possono causare incoscienza, convulsioni, vomito, e tra le altre, morte. Questi effetti variano da persona a persona e dipendono dalla dose. La sinergia dei suoi effetti sedativi è vista quando combinato con altri depressivi CNS come alcool, benzodiazepine, (es.: Valium), barbiturici ed altri. Le morti causate dalla sola assunzione di GHB sono o estremamente rare o inesistenti. La morte durante l'uso del GHB è più probabilmente causata dalla combinazione di questo con alcool come risultato di soffocamento durante vomito ed asfissia. La morte potrebbe anche essere possibile conseguenza di una crisi respiratoria poiché alte dosi di GHB potrebbero eventualmente inibire i centri respiratori del tronco cerebrale. Ad ogni modo, è stato discusso sul fatto che è estremamente difficile assumere una dose letale di GHB, giacché chi l'assume cadrebbe incosciente molto prima che la dose letale sia raggiunta. L'LD50 del GHB è stimato essere tra 1100mg/kg e 2000mg/kg [3] nei roditori, ed è certamente molto più bassa nell'uomo. Non ci sono stati studi di lungo termine sugli effetti del GHB se preso cronicamente, e di conseguenza non si sa se usi prolungati di GHB causino danni al corpo (a parte la dipendenza).
Dipendenza
Il GHB crea dipendenza fisica e può anche determinare dipendenza psicologica. La dipendenza fisica si sviluppa quando il GHB è preso su base regolare (per es.: ogni 2-4 ore per più giorni consecutivi). Gli effetti causati dall'interruzione dell'assunzione possono includere allucinazioni, insonnia, ansietà, tremori, sudorazione, irascibilità, dolori intercostali e rigidezza, dolori ai muscoli ed alle ossa, sensibilità agli stimoli esterni, disforia, e noia mentale. Questi effetti collaterali cesseranno dopo 2 - 21 giorni a seconda dell'uso. Sebbene siano state riportate morti a causa della sospensione dell'uso del GHB, le indicazioni sono inconcludenti ed è necessaria ulteriore ricerca. A differenza dell'alcool, non si conosce finora se l'uso cronico di GHB causi danni permanenti al corpo. Test clinici hanno comunque mostrato che non ci fosse danno ad organi od al cervello nei ratti cui era somministrato GHB in modo cronico. [4].
Storia
Il GHB fu sintetizzato per la prima volta agli inizi degli anni sessanta dal dottor Henri Laborit per usarlo nello studio del neurotrasmettitore GABA. Ha velocemente trovato un ampio numero di utilizzi grazie ai suoi minimi effetti collaterali ed alla sua azione controllata, essendo le sole difficoltà l'esigenza di un dosaggio assai ponderato ed i pericoli presentati dalla sua combinazione con alcool ed altri depressivi CNS. Tipicamente il GHB è stato sintetizzato dal GBL (Gamma-butrilactone) aggiungendo idrossido di sodio in etanolo od acqua.
POICHE' I MEDIA LATITANO,LASCIANDO I CITTADINI DISINFORMATI ED IN ALCUNI CASI IN BALIA DI QUESTI EVENTI,RITENGO DOVEROSO CHE NOI BLOGGER FACCIAMO QUALCOSA,AD ESEMPIO COL PASSAPAROLA.E ALLE RAGAZZE SOPRATTUTTO MI SENTO DI DIRE CHE DEBBONO DIFFIDARE DI CHIUNQUE OFFRA LORO QUALCOSA,SIA ESSO UNO SCONOSCIUTO,OVVIAMENTE, MA ANCHE UNA PERSONA CHE TALE NON E'.MEGLIO SEMPRE CONTROLLARE E RISULTARE UNA "MALFIDATA"CHE INCORRERE IN RISCHI TALI.CERTO CHE QUESTO ARTICOLO MI LASCIA SEMPRE PIU' AMARAGGIATA SU COME SIANO ARRIVATE IN BASSO CERTE PERSONE,MA PROBABILMENTE NON SI TRATTA DI CADERE IN BASSO,MA DI NON ESSERSI MAI ALZATI.TRISTEZZA,RABBIA E VOGLIA DI SPACCARE FACCE,ECCO COSA SENTO,PER QUESTO NON HO VOLUTO ASPETTARE DOMANI PER POSTARE.SPERO CHE VOI FACCIATE ALTRETTANTO.BUONA DOMENICA A TUTTI.
venerdì 28 marzo 2008
W DANIELE!

ANNULLATA LA CONDANNA A MORTE PER MUMIA ABU JAMAL

giovedì 27 marzo 2008
MICROMEGA E' IN EDICOLA

MANIFESTO BY SCIACALLO

CHAPEAU,PRESIDENTE SARKOSY!(QUANNO CE VOLE,CE VOLE!),E BILANCIO DELLA VISITA DEI GIORNALISTI STRANIERI IN TIBET.
"Tutte le opzioni sono aperte", dice il capo dell'Eliseo parlando con i giornalisti a Tarbes, nel sud della Francia. Il suo staff precisa in seguito che il presidente si riferisce ad un possibile boicottaggio della cerimonia di apertura dei Giochi l'8 agosto a Pechino, e non all'insieme della competizione. Il messaggio, tuttavia, è chiaro: "Tutte le opzioni sono aperte, ma io mi rivolgo al senso di responsabilità dei dirigenti cinesi". "Voglio che il dialogo cominci - aggiunge il presidente francese - e io misurerò la mia risposta in funzione della risposta che sarà data dalle autorità cinesi. Penso che bisogna reagire così se si vogliono ottenere dei risultati". LA RISPOSTA DEL GOVERNO CINESE,OVVIAMENTE........Il governo cinese denuncia come "vergognosa" la manifestazione inscenata ieri da attivisti di Reporters Senza Frontiere. Il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang afferma che "tutte le attività volte a disturbare il percorso della fiaccola sono vergognose e impopolari". "Sono loro (gli attivisti) che devono sentirsi imbarazzati, non la Cina", aggiunge.BELLA FACCIA TOSTA,NN C'E' CHE DIRE,MA NN MI STUPISCE,SONO DECENNI CHE NEGANO........INTANTO,HANNO CONSENTITO A DEI GIORNALISTI STRANIERI DI ANDARE NELLE ZONE DELLA PROTESTA X
"comprendere la vera natura degli incidenti a Lhasa". I giornalisti - che avevano chiesto di poter entrare in modo libero ed incondizionato in Tibet - potranno intervistare le "vittime degli atti criminali" e "vedere gli edifici dati alle fiamme". I GIORNALI CINESI X LA PRIMA VOLTA PARLANO DELLE PROTESTE IN FAVORE DEL DALAI LAMA E DEGLI ARRESTI,RIFERISCONO DI PIU' DI 500 TIBETANI CHE SI SAREBBERO "ARRESI" ALLE FORZE DI POLIZIA E DI DECINE DI ARRESTI ANCHE PRIMA DELLE PROTESTE. SECONDO FONTI TIBETANE,LE VIOLENZE CONTINUANO,UN MONACO DI 18 ANNI UCCISO DALLA POLIZIA E UN ALTRO GRAVEMENTE FERITO,MI CHIEDO QUANDO FINIRA' TUTTO QUESTO.DIVERSA NATURALMENTE LA VERSIONE DATA DALLA STAMPA CINESE CHE PARLA DI "TEPPISTI ARMATI DI PIETRE E COLTELLI" CHE AVREBBERO UCCISO UN POLIZIOTTO E FERITI MOLTI ALTRI:SECONDO LORO,DURANTE UNA MARCIA DEI MONACI,I MANIFESTANTI AVREBBERO LA COLPA DI QUANTO ACCADUTO,MENTRE SECONDO IL CENTRO TIBETANO PER I DIRITTI UMANI,SAREBBE STATA LA POLIZIA AD INTERVENIRE PER IMPEDIRE AI CITTADINI DI UNIRSI ALLA MARCIA DEI MONACI.L'ULTIMO BILANCIO DELLE VITTIME DA PARTE DEL GOVERNO TIBETANO IN ESILIO PARLA DI CIRCA 140 PERSONE UCCISE DALLA REPRESSIONE CINESE.IL DALAI LAMA TORNA A PARLARE DI DIMISSIONI: "Se le dimostrazioni violente non avranno fine, dentro e fuori la Cina, lascerò. Sono assolutamente contrario ad esse".NON E' QUESTO IL MOMENTO,CI RIPENSI,SUA SANTITA',STIA VICINO AL SUO POPOLO E COMPRENDA IL SUO DOLORE E LA SUA RIBELLIONE:NON SI PUO' CHIUDERE GLI OCCHI PER SEMPRE E SUBIRE!
UN'ULTIMA CONSIDERAZIONE SULL'ATTEGGIAMENTO DI SARKOSY:SPESSO HO SENTITO DIRE CHE I FRANCESI SONO "ITALIANI COL NERVOSO".BASTA PENSARE ALLE LORO RIBELLIONI,AGLI SCIOPERI AD OLTRANZA CHE SPESSO CONVINCONO I GOVERNI A TORNARE INDIETRO SU CERTI PROVVEDIMENTI"IMPOPOLARI".PER QUESTO IN FRANCIA PUO' GOVERNARE LA DESTRA SENZA INTACCARE LO STATO SOCIALE,COSA CHE IN ITALIA,DOVE SUBIAMO SUBIAMO E AL MASSIMO CI LAMENTIAMO AL BAR,PURE I GOVERNI DI CENTRO-SINISTRA CONTRIBUISCONO ALLA SUA DISTRUZIONE.E ALLORA MI VIENE DA AGGIUNGERE UN'ALTRA COSA:I FRANCESI SONO ITALIANI CON UN QUALCOSA IN PIU':LE PALLE.
Tibet, manifestazione dei monacidavanti ai giornalisti stranieri ET VOILA',LA VISITA DEI GIORNALISTI STRANIERI C'E' STATA,I MONACI LI HANNO ACCOLTI AL GRIDO DI
"Libertà, libertà".VISITA CHE L'AGENZIA NUOVA CINA HA DESCRITTO COSI':"interrotta da un gruppo di monaci al tempio di Jokhang" ma che era "ripresa" poco dopo. LA CENSURA HA INTERROTTO UNA TRASMISSIONE DELLA BBC,CHE MOSTRAVA IMMAGINI DI LHASA. UN UNICO GIORNALISTA EUROPEO E' STATO INVITATO A PARTECIPARE ALLA VISITA,E' UNO DEI CORRISPONDENTI DEL FINANCIAL TIMES DA PECHINO.I MONACI CHE MANIFESTAVANO GRIDAVANO: "Vogliamo che il Dalai Lama ritorni in Tibet, vogliamo essere liberi", "Il Tibet non è libero".HANNO RACCONTATO AI REPORTER DI ESSERE PRIGIONIERI NEL TEMPIO JOKHANG DAL 10 MARZO,E CHE I PRINCIPALI TEMPLI DI LHASA SONO CIRCONDATI DALLA POLIZIA DA QUELLA STESSA DATA,QUELLA DELL'INIZIO DELLE PROTESTE.LE AUTORITA' CINESI NN DICONO NIENTE SULLA SITUAZIONE DEI TEMPLI,SOPRATTUTTO QUELLI DI DREPUNG,SERA E GANDEN,MA SULLE AGGRESSIONI DA PARTE DI TIBETANI DEL 14 MARZO,CHE AVREBBERO ATTACCATO ED UCCISO IMMIGRATI CINESI,SECONDO IL GOVERNO SAREBBERO 18,SI SOFFERMANO AMPIAMENTE.SECONDO GLI ESULI TIBETANI,ANCHE IL RIFORNIMENTO DI CIBO AI MONASTERI VIENE OSTACOLATO,UN MONACO SAREBBE MORTO ADDIRITTURA DI FAME NEL MONASTERO DI RAMOCHE.
E NOI,(MI RIFERISCO AL NOSTRO PAESE,COME GOVERNO ,OVVIAMENTE),NON PRENDIAMO NESSUNA POSIZIONE,COME SEMPRE!
martedì 25 marzo 2008
64 ANNI FA,LA STRAGE DELLE FOSSE ARDEATINE












giovedì 20 marzo 2008
AUGURI AUGURONI A TUTTI!
AUGURO BUONA PASQUA A TUTTI VOI,COME SAPETE NON SONO CREDENTE MA GLI AUGURI VE LI FACCIO LO STESSO.VIVRO' LA PASQUA COME UN QUALSIASI GIORNO FESTIVO,NON MANGERO' AGNELLO PERCHE' MI FA SENSO E ANCHE PENA,SE A PASQUETTA SARA' BEL TEMPO MAGARI CI SCAPPERA' UNA GITARELLA(ANCHE SE LE PREVISIONI NON PROMETTONO BENE,MANNAGGIA),LA PAUSA BLOG QUESTA SETTIMANA PARTE DA STASERA E SI PROTRAE FINO A MARTEDI'.
MI MANCHERETE E VI PENSERO',CREDETEMI,E' VERO!MA NN VOGLIO DIVENTARE TROPPO SENTIMENTALE,SENNO' PERDO LA MIA REPUTAZIONE DI CINICA CHE HO DOVUTO CONQUISTARMI CON FATICA.......A PARTE TUTTO,CARISSIMI,CI VEDIAMO MARTEDI',ADESSO CORRO SUI VOSTRI BLOG E POI DORMIRO',OGGI HO AVUTO UNA GIORNATA FRENETICA E SONO UN PO' STANCA,MA NON VOLEVO ASSENTARMI SENZA SALUTARVI!
QUINDI,DI NUOVO AUGURI,E SPERIAMO CHE LE VICENDE DI QUESTI ULTIMI GIORNI MIGLIORINO.....MEGLIO CONSERVARE UN PO' DI OTTIMISMO,ANCHE SE E' SEMPRE PIU' DIFFICILE!A PRESTO!
MOBILITIAMOCI PER IL TIBET
La prima è un comunicato che ho trovato sul blog di Angelo dei Boschi,che a sua volta l'ha ripreso da un'altra blogger,Dama Verde,ve lo pubblico:
"SANGUE IN TIBET: COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE SANGHA ONLUS
L’associazione Sangha onlus, con sede a Pomaia, Pisa, fondata da monaci e monache buddhisti della tradizione tibetana fa appello al governo italiano, a tutti i partiti politici con i suoi leader affinché, superando il velo diplomatico, possano intervenire attivamente a sostegno del popolo del Tibet che si sta immolando in nome della libertà.Uniamo la nostra voce a quella di sua santità il Dalai Lama per chiedere un’inchiesta internazionale. Inoltre, bisogna immediatamente proteggere la popolazione inerme soprattutto dopo l’ultimatum del governo cinese.E’ avvilente come talvolta alcune democrazie occidentali, nate con il sacrificio di innumerevoli uomini che hanno combattuto in nome della libertà e dell’indipendenza, oggi possano essere prigioniere di un ricatto del governo cinese: il tuo silenzio per il tuo profitto.Ieri abbiamo preso contatto con l’ambasciata della repubblica popolare cinese a Roma per esprimere il nostro dolore per il sangue nuovamente sparso in Tibet.La risposta del funzionario di turno è stata lapidaria.Senza negare i fatti ci ha invitato a preoccuparci dei morti in Irak.Le nostre preghiere sono per i tibetani, per i cinesi che stanno portando a termine il loro progetto di genocidio e per il popolo birmano che hasopportato e sta sopportando le stesse sofferenze quando l’occidente sembra ormai aver dimenticato.L’Associazione Sangha onlus è disposizione della stampa per approfondimentiall’indirizzo info@sangha.it o al mobile 349/5638577Pomaia, 16 marzo 2008Associazione Sangha OnlusBuddhist MonasteryVia Berlinguer, 1456040 Santa Luce, Pisa, Italy CF 90037440501www.sangha.itinfo@sangha.itA corredo della mancanza di informazioni pubbliche invio anche questocomunicato stampa per la diffusione.GrazieMirella Angelucci"
ADERIRE E' IMPORTANTE.COSI' COME LO E' IL PASSAPAROLA.
ADESSO,VI SOTTOPONGO UN'ALTRA QUESTIONE,DI CUI SONO VENUTA A CONOSCENZA SUL BLOG STUDENTS FOR FREE TIBET,CHE VI SEGNALAVO ANCHE NEL MIO POST PRECEDENTE SU QUESTA QUESTIONE,E CHE E' CONTINUAMENTE AGGIORNATO SU CIO' CHE ACCADE IN QUEL PAESE MARTORIATO.
SI TRATTA D UNA MAIL,O DI UN FAX,O DI UNA LETTERA, CHE POSSIAMO SCRIVERE ALL'AMBASCIATORE INDIANO A ROMA PER SOLLECITARE L'IMPEGNO DEL SUO PAESE NEI CONFRONTI DEGLI ESULI TIBETANI PRESENTI IN INDIA.FACENDO RIFERIMENTO CHI STAVA MARCIANDO IN QUESTI GIORNI PER VARCARE I CONFINI IN VISTA DELLE OLIMPIADI E CHE ANCHE IN INDIA E' STATO ARRESTATO PER NON FAR TORTO ALLA CINA,CHIEDENDO DI FARE PRESSIONI AFFINCHE' L'INDIA LI RILASCI.GLI INDIRIZZI SONO QUESTI:
ItalyEmbassy of India
Via XX Settembre, 5,
00187 Rome,Italy
Telephone: 00-39-06-4884642 – 45Fax: 00-39-06-4819539
Email: admin.wing@indianembassy.it Web : www.indianembassy.it
DI SEGUITO,L'ESEMPIO DI UNA LETTERA,O MAIL,CHE POSSIAMO MANDARE:
His Excellency Mr. Rajiv Dogra,Indian Ambassador to Italy,Via XX Settembre,5
00187 Rome
DATA
Your Excellency,
I am very concerned to learn that the Indian government has ordered the Tibetans’ non-violent March to Tibet stopped. I came to know through international media reports that Indian police arrested and forcibly removed the 101 Tibetan marchers from the road near Dehra bridge, 63 kilometers from Dharamsala. I understand that the marchers have now been sentenced to 14 days detention.
More than any other country, India has witnessed the enormous suffering of the Tibetan people - both inside and outside Tibet. For Tibetans worldwide, India holds deep spiritual significance and for many, it is a second homeland. I am very grateful to the people and government of India for the kindness and hospitality you have shown to the Tibetan people. I trust that you will now see the Tibetans’ longing to reclaim their country is only natural and, as a nation that waged its own independence movement, I hope that India will show support for this initiative.
The March to Tibet is a peaceful march inspired by the great non-violent approach of Mahatma Gandhi and the Indian people. India is the largest democracy in the world and as such, I believe should respect the Tibetans right to March to Tibet. The Indian authorities issued a restraining order against the marchers on March 10th, alledging that their actions could lead to a breach of public peace. This is simply not the case. The Tibetan people have demonstrated their commitment to nonviolence time and time again and the Tibet movement is recognized worldwide as one of the greatest peaceful struggles of all time. These marchers have undergone strict nonviolence training and have stated their dedication to this approach.
The March to Tibet has gained enormous international support. I hope India will also support the Tibetan people in their just cause and facilitate their journey home. I call upon the Indian government to immediately release all of the marchers and permit this march to continue. This movement is a tribute to the spirit of the great Gandhi, whose teachings are being practiced by the Tibetan people in their struggle for freedom.
Yours Sincerely,
FIRMA,CITTA'.
VI PREGO DI MANDARE ANCHE VOI LA MAIL,O LETTERA,O FAX,COME PREFERITE, E DI FAR GIRARE IL MESSAGGIO.
CON L'OCCASIONE,VI INFORMO CHE LA RACCOLTA DI FIRME DELL'ASSOCIAZIONE AVAAZ HA OTTENUTO 448.000 RISULTATI ED OLTRE......AVETE CAPITO BENE,QUASI 450.000FIRME!VOGLIAMO RAGGIUNGERE IL MILIONE,E MAGARI ANDARE ANCHE OLTRE?PENSO CHE LA RISPOSTA SIA SI'!!!!!!!
mercoledì 19 marzo 2008
DIAMO UNA MANO,O UNA ZAMPA,E' LO STESSO,AI NOSTRI AMICI ANIMALI.
IL NEUROMANZO DI ALICE

COSI' ALICE DEFINISCE IL SUO "L'ORO IN BOCCA":UN NEUROMANZO.FINALMENTE L'HO LETTO,TUTTO D'UN FIATO,ED ALLA FINE SONO RIMASTA DELUSA.........DELUSA SAPETE PERCHE'?PERCHE' ERA GIA' FINITO!SI',PERCHE' LA LETTURA MI HA TALMENTE COINVOLTA,AVEVO COSI' VOGLIA DI VEDERE FIN DOVE ARRIVAVA.........NN VI DIRO' COME FINISCE,MA VI ASSICURO CHE NN MI SAREI MAI ASPETTATA UNA CONCLUSIONE SIMILE,L'HO TROVATA ORIGINALE,SURREALE,FANTASTICA,MA MI SONO ANCHE DETTA"BEH,POTREBBE ANCHE ESSERE,NN SI SA MAI!".E POI,COME SEMPRE MI ACCADE QUANDO UN LIBRO MI PRENDE,SONO RIMASTA DELUSA PERCHE' ERA FINITO TROPPO PRESTO.VORREI ESSERE CAPACE DI LEGGERE CON PIU' CALMA,DI ASSAPORARE, GUSTARE,INVECE FINISCO SEMPRE PER DIVORARLI I LIBRI, POICHE' NN SBAGLIO QUASI MAI UN ACQUISTO,IN TEMA LETTERARIO.......MA IL BELLO DI UN LIBRO E' CHE SI PUO' SEMPRE RILEGGERE,QUANTE VOLTE SI VUOLE,E LE VOLTE SUCCESSIVE CONSENTONO DI RIASSAPORARE,DI DEGUSTARE,DI CAPTARE ANCHE PARTICOLARI CHE ALLA PRIMA LETTURA CI SONO SFUGGITI.
EBBENE SI' ALICE,IL TUO LIBRO LO RILEGGERO',E CONSIGLIO CHI ANCORA NN L'HA ORDINATO DI FARLO,NE VALE LA PENA,E NON LO DICO PERCHE' SEI UN'AMICA DI BLOG,MA PERCHE' L'HO VERAMENTE APPREZZATO.SURREALE,FANTASTICO,UN LINGUAGGIO DIRETTO E VIVACE,CHE NN LASCIA SOSTA,MAI BANALE.PERSONAGGI CHE APPAIONO E SCOMPAIONO,QUANDO MENO TE L'ASPETTI RITORNANO,INTRECCI CHE A VOLTE SI DIPANANO E A VOLTE NO,MA E' QUESTO IL SUO BELLO.TI LASCIA INTERDETTO/A,(LEGGETELO,E CAPIRETE PERCHE' HO MESSO L'ALTERNATIVA O/A),PIENO/A DI DOMANDE E CON QUASI MAI RISPOSTE,TI STIMOLA A PENSARE MA TI DIVERTE ANCHE TANTO,UNA MISCELA ESPLOSIVA.
ALICE,METTITI SOTTO,PARTORISCI ALTRE FATICHE LETTERARIE,IO ASPETTO.CI CONTO!E INTANTO,ME LO RILEGGO!
ANCORA MANIFESTI ELETTORALI......ANOMALI,MA NEANCHE TANTO,SE CI PENSIAMO BENE!

martedì 18 marzo 2008
ULTIME NOTIZIE SUL TIBET E PETIZIONE DA FIRMARE
"Il primo ministro di Pechino Wen Jiabao accusa i tibetani e la loro guida spirituale di aver compiuto "violenze e saccheggi" per impedire che si tengano i Giochi Olimpici, "da molte generazioni il sogno del popolo cinese". Replica del leader spirituale dei tibetano: "Pronto a lasciare se la situazione degenera". La Farnesina convoca l' ambasciatore cinese. D'Alema: "Situazione grave, ci preoccupa"IL DALAI LAMA E' DISPOSTO ANCHE A DIMETTERSI,PRIMA CHE LA SITUAZIONE POSSA ULTERIORMENTE DEGENERARE.PER IL PRIMO MINISTRO CINESE LE OLIMPIADI SONO L'UNICA COSA IMPORTANTE,A QUANTO PARE,CHISSENEFREGA SE LA GENTE MUORE!SONO STATE ACCERTATE ANCORA 39 VITTIME NELLE PROVINCE CINESI DI SICHUAN E GANSU:20 AD ABA,NEL SICHUAN,19 A MANCHU,NEL GANSU.PIU' LE 80 DEI GIORNI SCORSI A LHASA.
A PROPOSITO DEL BOICOTTAGGIO DEI GIOCHI OLIMPICI,QUESTE LE PAROLE DEL
SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI,GIANNI VERNETTI,CHE HA INCONTRATO L'AMBASCIATORE CINESE SUN YUXI."Prima delle Olimpiadi, dalla Cina servono atti e segnali concreti" sul Tibet, come "la liberazione dei manifestanti" arrestati, la garanzia di informazioni trasparenti e l'apertura di un dialogo con il Dalai Lama. Il boicottaggio dei Giochi, continua, è un'ipotesi che andrebbe eventualmente discussa prima con l'Ue e poi con gli Usa. L'ambasciatore ha posto l'accento sull'uso "limitato" della forza da parte delle autorità di Pechino ma "ha preso atto della forte richiesta dell'Italia" per la fine della violenze e la "trasparenza" dell'informazione.PAROLE SACROSANTE,LE OLIMPIADI SI TERRANNO IN AGOSTO E SI DEVE TROVARE UNA SOLUZIONE PRIMA DI QUELLA DATA,MA POICHE' CI VORRA' DEL TEMPO, PARLIAMO ANCHE CON GLI USA E CON LA UE DELL'EVENTUALITA' DI BOICOTTARE I GIOCHI,SE LA CINA NN ASCOLTA LE ALTRE RICHIESTE,MI SEMBREREBBE UN GIUSTO COMPROMESSO.MA IN FIN DEI CONTI,L'ITALIA POTREBBE ANCHE,UNA VOLTA TANTO,PRENDERE UNA POSIZIONE RIFLETTENDO CON LA PROPRIA TESTA,E DECIDERE DI BOICOTTARE LE OLIMPIADI ANCHE SE GLI ALTRI NN ADERIRANNO E SE IL GOVERNO CINESE NN ACCOGLIERA' GLI APPELLI,O NO?VISTO CHE CI TENGONO TANTO,A QUESTE OLIMPIADI,VEDIAMO SE RAGIONANO.X ORA,IL CAPO DI GOVERNO CINESE,WEN JIABAO,HA CRITICATO CHI CHIEDE IL BOICOTTAGGIO,DICENDO CHE ESSE SONO UN"evento che non dovrebbe essere politicizzato. I principi della Carta olimpica devono essere rispettati".E'A CONOSCENZA DEI PRINCIPI DI TALE CARTA?MI SEMBRA DI NO.IL DALAI LAMA RINGRAZIA TUTTI QUELLI CHE SOSTENGONO LA LORO CAUSA:
"Voglio esprimere la mia profonda gratitudine - scrive in un comunicato - ai leader mondiali e alla comunità internazionale per il loro interesse per la triste svolta degli eventi in Tibet e per i loro tentativi di convincere le autorità cinesi a esercitare un freno nei comportamenti con i dimostranti".ANCHE A TAIWAN SOLIDARIZZANO COL TIBET,QUESTE LE PAROLE DI MA YING-JEOU,CANDIDATO PRESIDENTE:
"Se la Cina continua a usare violenza nei confronti del popolo tibetano e la situazione peggiora, se dovessi diventare presidente non escluderei l'ipotesi di non inviare la delegazione di Taiwan ai Giochi". Sono le parole di Ma Ying-jeou, candidato alla presidenza di Taiwan. Le elezioni presidenziali sono in programma sabato e il nuovo capo di Stato assumerà la carica a partire dal 20 maggio.IN SVIZZERA FUORI DALLA SEDE DEL COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE (CIO)SI MANIFESTA PRO-TIBET,IL CORTEO E' GUIDATO DA ALCUNI MONACI BUDDISTI,CON QUESTI CARTELLI:
''Stop assassini in Tibet'' si legge su un cartello, mentre un altro slogan è diretto al presidente del Cio, Jacques Rogge: ''Il tuo silenzio sta uccidendo il Tibet''.TRA GLI ATLETI,PARERI CONTRASTANTI SUL BOICOTTAGGIO,AD ESEMPIO PER STEFANO BALDINI,MARATONETA,SAREBBE UN ERRORE:
"Noi atleti andiamo in Cina in missione di pace. Il boicottaggio dei Giochi rappresenterebbe una sconfitta". "E' facile strumentalizzare gli atleti - avvisa - quanto sta accadendo non dev'essere usato per politicizzare lo sport".NESSUNO VUOLE POLITICIZZARE LO SPORT,SI TRATTA DI USARE,IN SENSO BUONO,LE OLIMPIADI PER COSTRINGERE IL MONDO AD ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA',FINALMENTE,MA NN VOGLIO DILUNGARMI,SAPETE GIA' COME LA PENSO.LA NAZIONALE ITALIANA CANTANTI,INVECE,E' DI PARERE CONTRARIO:
"Abbiamo preso una posizione pubblica, quella di unirci al coro di quanti chiedono all'Italia di non partecipare alle Olimpiadi e di sconsigliare i nostri colleghi dal prestarsi a qualsiasi tipo di avvallo nei confronti dei Giochi": lo ribadisce Enrico Ruggeri, presidente della Nazionale Italiana Cantanti. "Il Tibet è un mondo che ci è vicino e per il quale abbiamo fatto molte cose", dice Ruggeri, che non è d'accordo con chi ritiene che le Olimpiadi possano essere un'occasione per porre la drammatica situazione del Tibet sotto i riflettori.CONCORDO CON TE,ENRICO,SEI GRANDE!MA C'E' CHI FREME,E PUR DI PARTECIPARE E DI FARSI VEDERE,CORREREBBE ANCHE SULLA TESTA DEI TIBETANI!SCUSATE IL CINISMO,MA GLI ATLETI DOVREBBERO USARE ANCHE UN PO' IL CUORE E RIBELLARSI,E NN SOLO GLI ALTRI MUSCOLI!MASSIMO D'ALEMA NN LA PENSA COME ME,NN AVEVO DUBBI(RARAMENTE MI SONO TROVATA D'ACCORDO CON LUI NELLA MIA VITA):
"Penso che se noi cancellassimo le Olimpiadi correremmo solo il rischio di far tornare in ombra la situazione della Cina, e non di fermare la repressione e garantire i diritti. E' invece il momento di avere il massimo di pressione da parte della comunità internazionale": è il parere del ministro degli esteri, Massimo D'Alema, ai microfoni di Radio2.STAMANI C'E' STATO ANCHE L'ARRESTO DI 60 MANIFESTANTI TIBETANI IN INDIA CHE CERCAVANO DI ASSALTARE UN'AMBASCIATA CINESE.LO RIFERISCE UN BLOGGER,SI CHIAMA SHIBAYAN RAHA,IL SUO BLOG E' "STUDENTS FOR A FREE TIBET".
FINISCO QUI IL MIO RIASSUNTO,TROVERETE TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SU REPUBBLICA.VOLEVO SOTTOPORVI UNA PETIZIONE DELL'ASSOCIAZIONE AVAAZ A SUPPORTO DEL DALAI LAMA,SI RIVOLGE DIRETTAMENTE AL PRESIDENTE CINESE,PREGANDOLO DI RISPETTARE I DIRITTI UMANI E DI APRIRE UN DIALOGO COL DALAI LAMA,APPUNTO,QUESTO E' IL TESTO:
Petition to Chinese President Hu Jintao:
As citizens around the world, we call on you to show restraint and respect for human rights in your response to the protests in Tibet, and to address the concerns of all Tibetans by opening meaningful dialogue with the Dalai Lama. Only dialogue and reform will bring lasting stability. China's brightest future, and its most positive relationship with the world, lies in harmonious development, dialogue and respect.
VI PREGO DI FIRMARLA.E DI PASSARE PAROLA.
MANIFESTI TAROCCATI BY SCIACALLO


lunedì 17 marzo 2008
BOICOTTIAMO LE OLIMPIADI DI PECHINO

Bloggers uniti per i diritti umani, la libertà, la democrazia.
Lettera/Petizione a:
i segretari dei partiti politici italiani, i direttori delle testate giornalistiche, i cittadini italiani, i cittadini del mondo libero. Hu Jintao, Presidente della Repubblica popolare cineseJacques Rogge, Presidente del Comitato olimpico internazionaleDoru Romulus Costea, Presidente del Consiglio Onu per i diritti umani
Con l'avvicinarsi dei giochi olimpici di Pechino 2008, le perplessità, riguardanti le condizioni politiche in cui si svolgeranno le prossime olimpiadi, ancora non sono state fugate.
Sul piano dei diritti umani non si sono ancora visti quei progressi, quelle riforme, che il governo cinese aveva promesso al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e all’opinione pubblica internazionale al momento dell’assegnazione dei giochi.
Al tempo stesso siamo però convinti, come lo è il Presidente del CIO Rogge, che lo svolgimento dei Giochi potrebbe aiutare lo sviluppo dei diritti umani in quel paese. Una manifestazione importante come le Olimpiadi, con la “copertura” di oltre 25 mila giornalisti accreditati, metterà finalmente la Cina in contatto con il mondo intero, a patto però che questo accada veramente.
Recentemente, in una lettera aperta, 37 intellettuali cinesi hanno messo in dubbio la reale volontà di democrazia del regime cinese ed hanno ricordato che, senza una promozione dei diritti umani, gli slogan olimpici rischiano di tradire i loro ideali e lasciano un mondo “dove persone soffrono discriminazione, persecuzione politica e religiosa, mancanza di libertà, come anche povertà, genocidio e guerra”.
Organizzazioni internazionali come Amnesty International, Reporters sans Frontieres, Human Rights Watch, Information Safety and Freedom, hanno argomentato ampiamente la reale situazione, denunciando le violazioni sopra citate. Anche l'atteggiamento avuto dal governo cinese nel genocidio del Darfur, il sostegno economico alla giunta militare birmana, l'oppressione del popolo tibetano e l'ostracismo verso il Dalai Lama, il primato mondiale sulle esecuzioni capitali, il non riconoscimento dei diritti della comunità LGBT, il non intervento sui tanti abusi fatti agli animali, non lasciano presagire una reale volontà di concordia con le altre nazioni della terra. Questo, grazie anche all'atteggiamento “benevolo” di molti Paesi, interessati più che altro ai rapporti commerciali con il grande mercato cinese.
Fatte queste premesse, come è possibile partecipare a cuor leggero a quella che è ritenuta da tutti la principale festa dello sport e dell’umanità intera? I principi olimpici al riguardo sono chiari: “Lo scopo dello Spirito Olimpico è collocare lo sport al servizio dello sviluppo armonioso dell’uomo, al fine di promuovere una società pacifica interessata alla conservazione della dignità umana [..] Qualunque forma di discriminazione nei confronti di paesi e persone per motivi razziali, religiosi, politici, di sesso e per altri aspetti è incompatibile con il Movimento Olimpico
Come è possibile proclamare con credibilità il motto scelto dal governo cinese come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008: “Un solo mondo, un solo sogno”? Come si può affermare, come ha fatto il Comitato olimpico di Pechino, che l’obiettivo è quello di ospitare “Olimpiadi aperte, verdi e umane”?
Come è stato dichiarato con responsabilità dai 37 intellettuali cinesi in questa lettera, ".. La Cina ha l’opportunità di usare i Giochi per costruire una vera armonia basata sul rispetto dei diritti umani e della libertà, e divenire un membro rispettabile della comunità delle nazioni civili – non con la tronfia retorica o la forza bruta, ma attuando gesti per promuovere i diritti umani in Cina e nel mondo".
Dalla stessa lettera, come si può rimanere sordi e inerti alle seguenti 7 proposte?”Nell’ “unico mondo” in cui viviamo, i sogni che si stanno attuando in Cina oggi plasmeranno in profondità il futuro di tutti. Per questo, per promuovere il successo delle Olimpiadi, anche dal punto di vista dei diritti umani, proponiamo le seguenti misure”:
Dichiarare un’amnistia per tutti i prigionieri di coscienza, così che essi possano godere i Giochi olimpici nella libertà.
Aprire i confini della Cina a tutti i cittadini cinesi che sono stati forzati all’esilio a causa della loro opinioni, espressioni, o fede, così che possano riunirsi con i loro amici e parenti e celebrare la gloria delle Olimpiadi nella loro patria.
Attuare l’indicazione del governo che permette ai giornalisti stranieri di fare interviste e reportage senza previa approvazione delle autorità, fino al 17 ottobre 2008, garantendo la stessa apertura e indipendenza ai giornalisti cinesi.
Pagare un giusto compenso alle vittime di espropri e di trasferimenti forzati avvenuti per costruire i siti olimpici, liberando le persone detenute o imprigionate (spesso con violenza) per aver protestato o resistito a tali azioni.
Proteggere i diritti degli operai in tutti i cantieri olimpici, compreso il loro diritto di organizzare sindacati in modo indipendente; eliminare la discriminazione contro i lavoratori migranti dalle campagne e dare loro un giusto compenso.
Bloccare le operazioni di polizia volte a intercettare, arrestare o rispedire indietro i dimostranti che cercano di giungere a Pechino per lamentarsi [con petizioni] della cattiva condotta dei rappresentanti dei governi locali; abolire le strutture illegali usate per incarcerare, interrogare, terrorizzare i dimostranti; terminare le operazioni di “pulitura” contro i migranti, che comprendono la demolizione delle loro abitazioni temporanee e la chiusura delle scuole per i loro figli.
Stabilire un sistema di supervisione cittadina sulle spese olimpiche, offrendo al pubblico un resoconto contabile indipendente sulle spese legate alle Olimpiadi; rendere trasparente al mondo del business il processo per l’assegnazione dei contratti, e perseguire con mezzi legali ogni rappresentante del governo che si appropria o sperpera i fondi pubblici.
Suggeriamo inoltre di varare un Comitato di osservatori per le Olimpiadi di Pechino, composto da esperti indipendenti, rappresentanti di organizzazioni non governative, comunità vittime quali lavoratori migranti e persone trasferite a forza. Tale Comitato dovrebbe verificare l’attuazione delle proposte di cui sopra. Esso dovrebbe avere il permesso di operare in modo indipendente, esaminando progetti, interrogando in libertà, diffondendo i suoi risultati in pubblico.
Se queste proposte precise elencate sopra non saranno adottate, siamo certi che le Olimpiadi di Pechino non passeranno alla storia come l’evento glorioso che tutti ci aspetteremmo. Non vogliamo “politicizzare” il movimento olimpico. Ad ogni modo, usare i Giochi olimpici in modi che violano i diritti umani e feriscono persone costrette al silenzio, tutto in nome di un “sogno” che appartiene solo a “qualcuno”, e non al mondo intero, pianterà solo i semi del risentimento che renderanno ancora più aspre le crisi della Cina influenzando il futuro del mondo.
Parafrasando ciò che il Senatore Goffredo Bettini ha dichiarato in occasione della crisi birmana di ottobre, “non comprendiamo come si possa, senza atti concreti da parte della Cina, andare serenamente a Pechino a festeggiare le Olimpiadi”.
Richiediamo quindi atti concreti, convinti che sia compito di chi crede profondamente nei diritti umani, nelle libertà, nella democrazia, attivarsi per far sì che l'opinione pubblica internazionale sia informata su ciò che sta accadendo in Cina. L'inaugurazione dei giochi è prevista per l'agosto 2008. C'è tutto il tempo per decidere se sarà il caso di unirci a questa festa universale dello sport.
Nel frattempo, come “arma” di dialogo, come forma di lotta nonviolenta, ci sentiamo di proporre una battaglia di civiltà, una iniziativa avente lo scopo di coinvolgere l'opinione pubblica, di far pressione sugli sponsor televisivi, sugli atleti e sul comitato olimpico italiano.
Per tutto questo noi proponiamo
se non ci sarà una reale "tregua olimpica" sull'informazione e su Internet (oggi censurati), sulle libertà fondamentali (oggi non garantite), e se non si percepiranno significativi interventi sui punti sopra citati, sotto il controllo di osservatori internazionali
di non partecipare all'evento, spegnendo la TV
Bloggers e cittadini uniti peri diritti umani, la libertà, la democrazia.
Se desideri sostenere la nostra presa di posizione e le 7 proposte contenute nella lettera aperta dei 37 intellettuali cinesi, puoi farlo lasciando la tua adesione nei commenti del blog o scrivendo alla nostra email turnoffpechino2008@gmail.com
oppure inviando nome, nazione o città di residenza, organizzazione o professione a networkcrd@gmail.com .
PER IL TIBET



Tutto ciò che si immagina può essere concretizzato ed il popolo del web non si è ancora reso conto della propria forza!
La rivolta in Tibet si sta estendendo; per lunedì, il governo cinese ha dichiarato un ultimatum ai manifestanti e si teme una strage come quella del 1989 in piazza Tienanmen. A conferma di ciò si stanno cercando di allontanare giornalisti e fotografi ed alle organizzazioni non governative è stato chiesto di lasciare il Tibet proprio entro domani.
http://www.repubblica.it/2008/03/dirette/sezioni/esteri/tibet/tibet-domenica/index.html
Quest’onda di protesta che sta attraversando il web, credo possa sfociare in manifestazioni reali anche fuori dal web ed in ogni città in cui ci troviamo... a cosa possono servire? A fare pressioni sulla politica, sull’opinione pubblica ed affinché possa arrivare un messaggio di sostegno ai manifestanti ed alle autorità affinché non prendano decisioni sconsiderate.
Non so voi come la pensiate riguardo al boicottaggio delle olimpiadi, sarebbe saggio andarci per non aumentare la propaganda e l’insano nazionalismo cinese, il cui popolo non verrebbe a conoscere i veri motivi del boicottaggio; certo sarebbe pure ragionevole boicottare, ma è una decisione che andrebbe presa a livello europeo e pare che se ne stia discutendo o ci si appresti a discuterne, ma sinceramente non credo purtroppo si faccia nulla, se non qualche solito ammonimento che non porta a niente.
Credo che se spontaneamente questo dissenso e questa protesta dal “basso” troverà la giusta via in delle manifestazioni diffuse e contemporanee in diverse città italiane, quelle in cui ci troviamo, questo potrebbe avere un peso sensibile nelle decisioni e nella pressione che il governo “deve” decidersi ad esercitare in quanto “alleato” commerciale e partner dello sviluppo della Cina, insieme a tanti altri paesi.
Diffondete questo messaggio, se sentite di farlo, a blog amici, per e-mail, forum ed a tutti i vostri conoscenti.
Io sono di Bologna, la mia mail è nexus.principe@yahoo.it, tu che leggi da Roma, Milano, Bari, Torino, Napoli, Palermo, etc... se vuoi potresti trasmettere questa iniziativa ad amici, conoscenti, tramite il web ed anche direttamente, così attraverso successive conferme (basterebbero commenti nei blog o e-mail), possiamo renderci conto delle adesioni e decidere di comune accordo le
So che esistono già diverse manifestazioni organizzate; l'obiettivo è proprio quello di farle conoscere ed in loro occasione di organizzarne spontaneamente e contemporaneamente altre nelle diverse città italiane, anche i giorni successivi.
QUESTO CIO' CHE GLI HO RISPOSTO:ciao antonio,sono venuta a vedere e ti dico che diffonderò il tuo messaggio.farò oggi un post sul tibet,ed inseriro' cio' che dici,linkandoti.l'unione fa la forza,anche se purtroppo i massacri continuano.boicottare le olimpiadi secondo me sarebbe utile,spiegando le motivazioni,anche se la censura in cina è tanta e probabilmente la gente comune nn saprebbe mai le vere ragioni,ma tramite il web qualcosa arriva sempre!avanti così!rudyguevara.
LA MAIL DI ANTONIO E' DISPONIBILE,COME VEDETE.SE ANDATE A LEGGERE IL SUO POST,TROVERETE ANCHE UNA TRACCIA SULLA STORIA DEL TIBET E SULLE VICISSITUDINI DI QUESTA GENTE CHE STA SOFFRENDO DA ORMAI TROPPO TEMPO.
ED ORA VENIAMO A CIO' CHE E' SUCCESSO IN QUESTI ULTIMI GIORNI,VI LINKO e RIASSUMO GLI ARTICOLI DI REPUBBLICA:
India, la rivolta vissuta con gli esuli"Repressione sempre più feroce" LE NOTIZIE A DHARAMSALA,DOVE SI TROVANO MOLTI ESULI,SULLA RIVOLTA E LE CONSEGUENTI REPRESSIONI IN TIBET,ARRIVANO TRAMITE ALTOPARLANTI.E DA PHUNTSOK WANGCHUCK,SEGRETARIO GENERALE DI GU CHU SUM,ASSOCIAZIONE DEGLI EX PRIGIONIERI POLITICI ESILIATI QUI DOPO LE ULTIME RIVOLTE RISALENTI A 20 ANNI FA.ANCHE I LAICI SONO SCESI IN PIAZZA,I MONACI SONO ATTUALMENTE BLOCCATI NEI MONASTERI CIRCONDATI DALLA POLIZIA E LI' STANNO PROTESTANDO FACENDO LO SCIOPERO DELLA FAME.LA FOLLA HA INCENDIATO NEGOZI E BANCHI NEL MERCATO DI LHASA,LA CAPITALE,PURTROPPO NE HANNO FATTO LE SPESE ANCHE NEGOZI DI TIBETANI E MUSULMANI HUI CHE ANCHE SE IN MINORANZA SI TROVANO LI' ASSIEME AI COMMERCIANTI CINESI.SI SONO UNITI ALLA PROTESTA ALTRI MONACI DEL TEMPIO DI RAMOCHE,ED ALTRI CITTADINI.NATURALMENTE LA POLIZIA HA REAGITO, LE PERSONE ACCORSE HANNO SENTITO NUMEROSI COLPI DI ARMI DA FUOCO E HANNO VISTO FERITI IN STRADA.LE MANIFESTAZIONI S ESTENDONO ANCHE A NYANGRA,VILLAGGIO A 50 KM DA LHASA,DOVE LA POPOLAZIONE E' INTERVENUTA X DIFENDERE I MONACI DEL MONASTERO DI SERA. PROTESTE ANALOGHE DAI RELIGIOSI DEL TEMPIO DI LABRANG E CORTEI NELLE STRADE DI SANGCHU CONTY KANLHO.TUTTE QUESTE INFORMAZIONI SONO ARRIVATE AGLI ESULI DEL'INDIA.PARE CHE QUESTO DISCORSO DEL LEADER SPIRITUALE DALAI LAMA ABBIA DATO CORAGGIO AI TIBETANI: "Da sessant'anni i tibetani continuano a vivere in un clima di paura, intimidazione e sospetto", aveva dichiarato, aggungendo che "la repressione cinese aumenta con numerose, inimmaginabili e massicce violazioni dei diritti umani".
Tibet, strage nelle vie Lhasaguerra di cifre sul numero di mortiUltimatum cinese: "La rivolta cessi entro lunedì a mezzanotte"Dopo l'arresto di 102 tibetani in India, pronto a partire un altro gruppoDHARAMSALA (INDIA) - LA SITUAZIONE DEGENERA,LA POLIZIA STA ARRIVANDO IN TUTTI I DISTRETTI E SONO IN ARRIVO ANCHE RINFORZI DA PECHINO DA GOLMUD ,LORO DICONO,PER PORTARE"ulteriore progresso". I TESTIMONI RIFERISCONO DI SPARATORIE DALLE AUTO IN CORSA SUI MANIFESTANTI E ANCHE SU CITTADINI CHE NN STANNO ADERENDO ALE PROTESTE,COSI',SOLO X IL FATTO DI ESSERE TIBETANI.
I MEDIA CINESI ANNUNCIANO UNA DECINA DI MORTI,MA X IL GOVERNO TIBETANO IN ESILIO I NUMERI SAREBBERO DI TRENTA. L'ULTIMATUM DELLA POLIZIA E' DI CONSEGNARSI ENTRO LUNEDI'(OGGI,CIOE'NEL MOMENTO IN CUI SCRIVO) PROMETTENDO UN "TRATTAMENTO DI FAVORE"!!!!!!IMMAGINO QUALE,SI'!ALTRIMENTI,DICONO,LA SITUAZIONE DEGENERERA' ULTERIORMENTE.NELLE CITTA' DI LHASA,MA ANCHE DI CHENGDU,NEL SICHUAN,ZONA DELLA CINA DOVE ABITANO NUMEROSI ESULI TIBETANI,LE TRUPPE HANNO CIRCONDATO I QUARTERI CONSIDEATI A RISCHIO E TAGLIATO LA LUCE ANCHE X NN FAR ARRIVARE LORO LE IMMAGINI DELLE RIVOLTE CHE NEL RESTO DELLA CINA INVECE SONO STATE DIFFUSE. LE IMMAGINI CHE TRASMETTONO LE AUTORITA' CINESI,OVVIAMENTE,SONO QUELLE CHE PIU' FANNO COMODO A LORO:CIOE',I TIBETANI CHE INCENDIANO I NEGOZI AL MERCATO,LE AUTO,FIGURIAMOCI SE TRASMETTONO PURE LE REAZIONI DELLA POLIZIA, I PESTAGGI,LE UCCISIONI RIVOLTI A GENTE INERME!PARLANDO CON ESULI TIBETANI IN INDIA E NN SOLO,EMERGE CHE IL DEPENNAMENTO DELLA CINA DALLA LISTA NERA DEI PAESI CHE VIOLANO I DIRITTI CIVLI,MESSA A PUNTO DAGLI USA ULTIMAMENTE,HA ESASPERATO ULTERIORMENTE GLI ANIMI DI CHI TALI VIOLAZIONE LE SUBISCE DA DECENNI,I TIBETANI APPUNTO.USCITA CHE COINCIDE CON IL 49ESIMO ANNIVERSARIO DELLA FALLITA RIVOLTA CONTRO LE AUTORITA' CINESI,PIU' LE OLIMPIADI PROSSIME,INSOMMA,MACCHIA SU MACCHIA,QUANTO ANCORA POTEVA TOLLERARE UN POPOLO?INOLTRE,LE AUTORITA' CINESI SI ARROGANO PURE IL DIRITTO DI SCEGLIERE,VAGLIARE ED APPROVARE OGNI REINCARNATO,OGNI BUDDHA VIVENTE,OGNI MAESTRO SPIRITUALE DEI TIBETANI,NN SI ACCONTENTANO DI AVERLI SOTTOMESSI E SCHIAVIZZATI,PURE LE AUTORITA' RELIGIOSE SONO SCELTE DA LORO....IL MOTIVO E' LAMPANTE:CON MAESTRI SPIRITUALI SCELTI DAL GOVERNO DI PECHINO,SI AGGIUDICANO L'INDOTTRINAMENTO E LA COERCIZIONE DEI MONACI RIBELLI!LE RIBELLIONI DILAGANO ANCHE NELLA REGIONE DI PASHU,NEL KHAM,ABITATA DA TRIBU' GUERRIERE E DEVOTE AL BUDDISMO.NATURALMENTE,NUMEROSE TRUPPE HANNO BLOCCATO L'ACCESSO A QUESTA REGIONE.NEL NORD DELL'INDIA SIA RELIGIOSI CHE LAICI MANIFESTANO,HANNO PAURA DELL'ULTERIORE BAGNO DI SANGUE CHE POTREBBE VERIFICARSI MA SONO ANCHE ORGOGLIOSI DEI LORO FRATELLI.RETATE E ARRESTI NOTTURNI SI SONO GIA' VERIFICATI ANCHE LI'.IL DALAI LAMA INVITA SIA I TIBETANI CHE I CINESI AD EVITARE LA VIOLENZA,MA QUANDO UNA SITUAZIONE COSI' ESPLODE,E' MOLTO DIFFICILE TORNARE INDIETRO. LA POPOLAZIONE NN NE PO' PIU' DI SUBIRE E DI CHINARE IL CAPO,E NN ACCETTA PIU' LA POSIZIONE DEL DALAI LAMA DI NON VIOLENZA.OLTRE ALL'UMILIAZIONE DI ESSERE TENUTI SOTTO IL TACCO,PURE LA LORO SITUAZIONE ECONOMICA VA A ROTOLI,ESSENDO I POSTI DI LAVORO DESTINATI IN LARGA PARTE AI NUOVI ARRIVATI CINESI,CHE SONO ORAMAI LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE!SI PRFERISCE CHIAMARE CINESI DA ALTRE REGIONI DELLA CINA CHE ASSUMERE TIBETANI.ADDIRITTURA,X EVITARE CHE I TURISTI CHE VISITANO I MONASTERI ABBIANO CONTATTI TROPPO DIRETTI COI DISSIDENTI,N QUASI OGNI MONASTERO SONO STATI INSERITI FALSI MONACI E LAMA ISTRUITI DAL REGIME!LA POLIZIA INDIANA,INTANTO,HA GIA' ARRESTATO I GIOVANI TIBETANI CHE SI ERANO MESSI IN MARCIA X RAGGIUNGERE IL CONFINE IN VISTA DELLE PROSSIME OLIMPIADI.E QUESTO,PER NON URTARE LA CINA E NN AVERE PROBLEMI,VSTI I COSPICUI AFFARI CHE ANCHE LORO HANNO INTRAPRESO CON LEI!E POI,I CONFINI SONO VICINI,QUINDI ANCHE LA PAURA FARA' LA SUA PARTE!MA ALTRI 44 PARTIRANNO LUNEDI'(CIOE' OGGI),PER RAGGIUNGERE I LORO COMPAGNI CHE SONO STATI ARRESTATI.
"A Lhasa una repressione orribile"La protesta corre su internet C'E' CHI DICE,IN BARBA A QUELLO CHE VIENE DICHIARATO DAI CINESI,CHE I MORTI SIANO CENTINAIA,MA C'E' ANCHE CHI GIUDICA GLI ESULI TIBETANI IN INDIA COME TERRORISTI E CRITICA L'INDIA CHE LI OSPITA.EH GIA',A SECONDA DI CHI GUARDA,COME DICEVA IL PROVERBIO"LA MALIZA STA IN CHI GUARDA........"ANCHE IL WEB SI OCCUPA,NATURALMENTE,DI CIO' CHE STA ACCADENDO IN TIBET.PREVALE LA SOLIDARIETA',OVVIO,MA NN POSSIAMO ASPETTARCELA DAI QUOTIDIANI CINESI,OVVIO ANCHE QUESTO,CHE APPOGGIANO LA POLITICA DI PECHINO.QUESTI I SITI CHE APPOGGIANO L'INDIPENDENZA DEL TIBET,E CHE SONO CONTINUAMENTE AGGIORNATI:(http://www.tibet.net/, http://www.studentsforafreetibet.org/), http://www.tibet-cafe.net/ QUI SI RACCONTA DI UNA TELEFONATA DA LHASA CHE RIFERISCE DI 300 MORTI, href="http://www.tibetanuprising.org/),">E POI CI SONO LE CHAT: (http://www.tibetchat.tibetsearch.com/),"secondo l'indiana Angie22, ad esempio, "quello che sta accadendo in Tibet è orribile".
MA ECCO ANCHE LE TESTATE CINESI,ED I LORO RACCONTI DI TUTT'ALTRO TENORE:. "China Daily" (http://www.chinadaily.com.cn/) "sostiene che dietro alle violenze c'è il Dalai Lama, sottolinea i danni provocati dai manifestanti e dice che la polizia è stata inizialmente costretta ad usare una quantità limitata di gas lacrimogeni e a sparare dei colpi di avvertimento per disperdere la folla. Poi cita il racconto di Han Jingshan, un blogger cinese che vive a Lhasa e che parla di lanci di pietre pesanti anche un paio di chilogrammi e di ventenni tibetani che bruciano auto. E:"Sul forum a disposizione dei lettori, i toni sono molto diversi: "Secondo me è completamente sbagliato che dei terroristi siano protetti in un altro Stato, l'India, mentre attaccano un terzo paese", scrive DirtyHarry. "Queste persone dovrebbero essere cacciate al di fuori dei confini indiani".
SUL SITO DELE OLIMPIADI DI PECHINO,NESSUN RIFERIMENTO AGLI SCONTRI,SI PARLA DI SPORT E BASTA,OVVIO ANCHE QUESTO.IL SITO E' IL SEGUENTE:(http://en.beijing2008.cn/ SOLO QUESTO RIFERIMENTO A LHASA: "tra il 20 e il 21 giugno la fiaccola olimpica, simbolo di fratellanza tra i popoli e dei valori positivi dei Giochi, attraverserà le strade della città nel suo lungo viaggio da Olimpia alla capitale della Cina".SIMBOLO DI FRATELLANZA TRA I POPOLI,VALORI POSITIVI.....PUO' LA CINA RAPPRESENTARE QUESTI VALORI?E' ETICO ED UMANO PARTECIPARE A QUESTE OLIMPIADI?IO DICO DI NO,PENSIAMO ALLE OLIMPIADI SVOLTE NELLA GERMANIA NAZISTA,IL PARALLELO SEMBRERA' FORTE MA VISTO QUELLO CHE STA ACCADENDO...........
"Il centro di Lhasa è un macello"Gli italiani raccontano dal campusPOSTO L'ARTICOLO PER INTERO,I LORO RACCONTI SPIEGANO BENISSIMO LA SITUAZIONE:LHASA - "Ieri la polizia ci aveva detto che la situazione era tranquilla e noi siamo andati verso il centro. Era un macello". E' la drammatica testimonianza di uno studente italo-indiano, Athisha, bloccato da due giorni con due sue colleghe dell'Istituto orientale di Napoli nel campus della Tibet University.
Athisha, Carmela, 25 anni di Napoli, e Giulia, 24 anni di Enna, sono nella capitale tibetana da ottobre. "Io sono tranquilla - dice Carmela - Ci hanno raccontato che oggi a Lhasa c'è una sorta di tregua, in giro ci sono solo i soldati cinesi. Il console italiano ci ha assicurato che non corriamo alcun pericolo e che entro i prossimi due giorni sarà possibile uscire di qui, ed eventualmente tornare a casa. Se la situazione si normalizzerà però io resterò in Tibet fino a luglio. L'ho detto anche ai miei. Certo che sono preoccupati ma non voglio scappare, io voglio studiare il tibetano".
Diversa la posizione di Giulia: "Lascerò il Paese appena possibile. Qui è un inferno, di cui fra l'altro noi non sappiamo niente. Dal campus non si può uscire, e nel campus non si può entrare. Sono venuta qui per imparare la lingua, per vivere con i tibetani, e oggi è evidente che questo non si può più fare". Giulia racconta di un avventuroso ritorno dall'India, ieri: "Non sapevo quale situazione avrei trovato. Rientravo, via Kathmandu, dalle vacanze invernali, ma non sono potuta tornare subito al campus: il centro storico della città era blindato. Sono stata accolta dal consolato nepalese, che mi ha ospitato per alcune ore. Poi mi hanno riportato qui, e non sono più potuta uscita".
La ragazza descrive "una città piena di fumo, e di soldati cinesi" e racconta della difficoltà di avere informazioni su quello che sta succedendo: "I nostri amici tibetani, che vivono fuori da qui, non sono rintracciabili - spiega - I cellulari sono saltati".
Gli italiani nella capitale tibetana sono una decina - i tre studenti, tre cooperanti e quattro turisti di Roma - e sono tutti in "costante contatto" con il consolato italiano a Pechino, ha assicurato l'ambasciatore in Cina, Riccardo Sessa.
Intanto arrivano altre testimonianze dagli stranieri presenti in Tibet. Una persona che vive non lontano dal Jokhang, il grande tempio nel centro di Lhasa, ha affermato di aver sentito colpi di arma da fuoco. Un'altra ha detto di essersi affacciata su una strada centrale, una traversa di viale Pechino, e di averla vista "piena di mezzi corazzati" e che i soldati fermavano dei giovani tibetani. Turisti stranieri descrivono una città fantasma, percorsa solo dai mezzi cingolati della polizia militare.
Per il secondo giorno consecutivo, alcuni affermano di aver visto delle persone in borghese sparare dalle auto sui passati. I cinesi non escono per paura di essere attaccati dai tibetani, i tibetani per paura di essere arrestati dalle forze di sicurezza, che continuano a mantenere un rigido cordone di sicurezza intorno ai monasteri dai quali è partita la rivolta, quelli di Drepung, Sera e di Ganden.
La maggioranza dei turisti sono bloccati negli alberghi: è il personale che li ferma, su ordine della polizia, che afferma che muoversi sarebbe "rischioso" ma alcuni sono partiti lo stesso, accompagnati da agenti di viaggio locali. Gli stranieri a Lhasa sono pochi, perché sul Tetto del Mondo il freddo è ancora intenso e la stagione turistica inizia in maggio. Un gruppo di francesi è arrivato nel pomeriggio a Chengdu, nella provincia del Sinchuan, quella dalla quale provengono la maggior parte degli immigrati cinesi in Tibet.
"Ho visto molta gente con la testa sanguinante e dappertutto c'erano ambulanze, carri armati e polizia", ha detto una di loro. Un altro ha raccontato che le manifestazioni ci sono state per tutta la settimana ma che le violenze si sono verificate solo ieri quando "sono arrivati i mezzi corazzati, si sono sentiti dei colpi di arma da fuoco, poi si è alzato del fumo".
ED ECCO LE ULTIMISSIME NOTIZIE:
Tibet, scade oggi l'ultimatum"Consegnatevi o corte marziale"Parlamento in esilio: "Centinaia le vittime" 10:25 Parlamento in esilio: "Intervengano le Nazioni Unite"
In un comunicato del parlamento tibetano in esilio è scritto: "Il fatto che le grandi manifestazioni iniziate il 10 marzo nella capitale tibetana Lhasa e in altre regioni del Tibet abbiano portato alla morte di centinaia di persone a causa dell'uso della forza, deve essere portato all'attenzione delle Nazioni Unite e della comunità internazionale"
10:17 Arresti e feriti tra i manifestanti in Nepal
Sono 48 i manifestanti tibetani arrestati questa mattina a Kathmandu, mentre altri tre sono stati feriti in modo grave e sono ricoverati in ospedale. Lo riferiscono testimoni sul posto. Tra gli arrestati anche cinque monaci e alcune suore che con altri profughi tibetani protestavano pacificamente dinanzi agli uffici delle Nazioni Unite nella capitale nepalese
09:52 Parlamento in esilio: "Le vittime sono centinaia"
Secondo il Parlamento degli espatriati a Dharmasala, in India, le vittime della repressione cinese sarebbero centinaia
09:04 Radicali piemontesi da Veltroni con bandiere tibetane
I radicali aderenti all'associazione Adelaide Aglietta di Torino seguiranno alcune delle tappe piemontesi del tour di Walter Veltroni sventolando bandiere tibetane. Il primo appuntamento domani mattina a Verbania, in piazza Ranzoni, e nel pomeriggio a Novara, nel cortile del Broletto.
08:25 Australia esorta alla moderazione. Proteste a Melbourne
Il premier laburista australiano Kevin Rudd ha fatto appello alle autorità cinesi perchè esercitino moderazione dopo il sanguinoso giro di vite contro le manifestazioni in Tibet, definendo "preoccupante" il ricorso alla violenza. Continuano intanto le manifestazioni pro Tibet nelle maggiori città australiane. Ieri hanno protestato più di 100 persone davanti al consolato cinese di Melbourne
07:26 Pechino: "Ridicole le versioni del Dalai Lama"
Il presidente della regione autonoma del Tibet Qiangba Puncog, ha definito "ridicole" le versioni dei fatti date ieri dal Dalai Lama, il leader tibetano in esilio, e dalla stampa occidentale. I disordini, ha proseguito, non possono essere definiti "manifestazioni pacifiche"
07:22 Cina: "Tredici vittime bruciate vive o pugnalate"
Pechino innalza a 13 il numero delle vittime nei sanguinosi scontri di venerdì a Lhasa (finora la stima ufficiale si fermava a 10 vittime): "civili innocenti" sono stati bruciati vivi o pugnalati. Fonti governative cinesi hanno aggiunto che i rivoltosi hanno appiccato più di 300 incendi in zone residenziali e negozi
07:18 Cina: "Non abbiamo sparato contro i manifestanti"
La Cina nega di aver usato armi mortali per sedare le violente proteste a Lhasa e assicura che le forze militari non hanno sparato alcun colpo. "Sono stati usati semplicemente gas lacrimogeni"
07:15 Scade oggi l'ultimatum lanciato dalla Cina: "Consegnatevi o corte marziale"
Scade oggi a mezzanotte ora locale (le 17 in Italia) l'ultimatum lanciato dalle autorità di Pechino ai rivoltosi perchè si consegnino: se lo faranno saranno trattati con 'clemenza', hanno assicutato, ma se proseguiranno con la rivolta rischiano anche la corte marziale
QUANTO DOVRA' DURARE QUESTO MASSACRO?UNIAMOCI AI CORI DI PROTESTA,ED INVITIAMO IL MONDO INTANTO A BOICOTTARE LE OLIMPIADI,A PRENDERE COSCIENZA ED ANCHE AD AIUTARE CONCRETAMENTE I TIBETANI,BASTA MEZZI SORRISI DI COMPIACIMENTO,BASTA ADULARE IL DALAI LAMA,NEANCHE TANTO ULTIMAMENTE CONSIDERATO IL FATTO CHE NN E'STATO NEMMENO RICEVUTO UFFICIALMENTE NELL'ULTIMA SUA VISITA IN ITALIA,E POI VOLTARE LE SPALLE,FAR AFFARI COI CINESI,E CHIUDERE GLI OCCHI,LA BOCCA,IGNORARE.......MA SE TORNASSE UN ALTRO HITLER,MI CHIEDO,LO LASCEREBBERO FARE E TUTTI ZITTI?LA STORIA NN CI HA INSEGNATO PROPRIO NIENTE?
venerdì 14 marzo 2008
PELLICCE E TORTURE

MIA MADRE E’ NELLA TUA PELLICCIA?????
Ogni anno nel mondo oltre 30 milioni di animali vengono uccisi in nome di una moda crudele: la pelliccia.Migliaia di visoni, ermellini, volpi, zibellini, scoiattoli, lontre, castori e altri animali, vengono uccisi negli allevamenti intensivi o catturati allo stato selvatico con le trappole.La pelliccia e’ un capo di abbigliamento che nasconde la sofferenza di tanti animali: per confezionare una pelliccia di visone sono necessari fino a 54 animali, per una di volpe 24, per gli ermellini si arriva fino a 200 esemplari.
I metodi di uccisione di questi animali sono assurdi: dalla camera a gas alla rottura delle ossa cervicali, dalla corrente elettrica ai colpi sul muso e sulla nuca. Ma anche la loro breve vita negli allevamenti intensivi è fatta soltanto di sofferenza e privazioni: sono richiusi, singolarmente, in gabbie piccolissime con il fondo in rete metallica che lacera loro le zampe, e in inverno, per far sì che il loro pelo diventi più folto, sono tenuti sempre al gelo; allo stesso modo, non disponendo di una copertura, d’estate sono costretti a rimanere sotto il sole, il che li porta molto spesso alla morte per disidratazione. Inoltre, a causa dello stress dovuto all’isolamento forzato in spazi ridottissimi, spesso si verificano fenomeni di aggressività verso i propri simili e di automutilazioni degli arti.
Carissimo/a Animalista, sei invitato a partecipare alla Manifestazione Nazionale contro le Pellicce, è una piaga da combattere e soprattutto da ostacolare!Tutti invitati a partecipare e a diffondere questo invito via email siti, forum, myspace….
…… inoltro il comunicato di questa grande manifestazione nazionale contro il mercato delle pellicce, organizzata dall’ OIPA, che si terrà in occasione del MIFUR, il 15 marzo a Milano. E’ un’occasione per poter testimoniare, con la propria presenza, il totale rifiuto di una moda criminale che ancora insiste a voler inserire ovunque questi meledetti bordi in pelliccia: su qualunque capo di abbigliamento o accessorio. Partecipando in massa a questa manifestazione possiamo dimostrare che siamo in tanti a condannare l’industria della pelliccia! Quindi cominciate ad organizzarvi fin da ora per essere presenti, è importante, ……non abbandonare gli animali!!!
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE PELLICCEin occasione del MIFUR di MilanoSABATO 15 MARZO 2008
Ritrovo alle 14.30 in Piazza Castello - MilanoIl corteo attraverserà la città per confluire nelle vicinanze della Fiera del Mifur
Il Mifur, il Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle, è l’appuntamento annuale dedicato allo stile della pelle e delle pellicce. Organizzato dall’Ente Fieristico Mifur, il Salone della pelle e della pellicceria, rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato internazionale di settore.Manifestare in occasione del MIFUR è molto importante perché è in occasione di questa fiera che viene decisa la nuova collezione invernale di capi in pelle e pelliccia.
Uniamoci contro le pellicce! I bordi in pelliccia delle giacche sono purtroppo divenuti una moda anche tra i giovani, ma nascondono una vera e propria crudeltà.Aderiscono alla manifestazione:Animalisti Italiani, Animals Emergency, Associazione Dogwelcome, Ayusya, Associazione Vegetariana Italiana, CEDA Comitato Europeo Difesa Animali,City Angels, Collettivo Animalista, Diamoci la Zampa, Divieto D’Accesso,Gaia Animali e Ambiente, LAC Lega Abolizione Caccia,LAV Lega Anti Vivisezione, LEAL Lega Antivivisezionista,Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LIMAV Medici Internazionali, Movimento Vegetariano No alla Caccia, Progetto Gaia, Progetto Vivere Vegan, Vita Animale, Vita da Cani, Vita Universale…e tante altre Associazioni che saranno presenti il giorno della manifestazione.
Se decidete di aderire alla manifestazione, Vi preghiamo di darci una risposta al più presto, grazie!Un cordiale saluto, Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia
Per info:
OIPA Italia onlusOrganizzazione Internazionale Protezione AnimaliL’OIPA è una ONG affiliata al dipartimento della Pubblica Informazione dell’ONUAssociazione riconosciuta dal Ministero dell’AmbienteVia Passerini 18, 20162 Milano - Tel. 02 6427882 - Fax 02 99980650info@oipaitalia.com - mailto:www.oipaitalia.comRicordati di firmare tutti gli altri appelli e le petizioni delle campagne OIPA sul sito:http://www.appelliperglianimali.it/
BASTANO POCHI MINUTI DEL TUO TEMPO PER SALVARE LA VITA A NUMEROSI ANIMALI!
DI CAZZATA IN CAZZATA

DUE PETIZIONI DA FIRMARE PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI
Direttamente dal suo blog:
"2) Il comune di Vivaro della provincia di Pordenone, per abbattere i costi del canile municipale, ha proposto di sopprimere i cani randagi dopo 1 anno di "permanenza" in modo da poter dimezzare i costi, a loro dire, alti!Se siamo arrivati a questo punto, vuol dire che non c'è più rispetto per nessuno, neanche per gli animali, ormai la società attuale è sempre più soggetta al dio denaro a discapito dei rapporti umani e non! c'e' da dire, comunque, che l'uccisione degli animali d'affezione in Italia e' illegale. Questo atto, quindi, oltre ad andare contro ogni moralità, va anche contro la legge!vi invito a firmare questa petizione, perché non è possibile che dei poveri cani,in ottima salute per lo più, e magari in canile da tanti anni,vengano ammazzati solo perché nella vita non sono stati fortunati.CLICCATE QUI PER FIRMARE"
A QUESTO INDIRIZZO TROVERETE ANCHE IL BANNER DA ESPORRE SUI VOSTRI BLOG.
PAROLE SANTE,QUELLE DELLA NOSTRA AMICA, CHE COME ME AMA MOLTO GLI ANIMALI,POTEVO IO NON FIRMARE LA PETIZIONE E NON PUBBLICIZZARE LA COSA?NATURALMENTE NO,ED INVITO ANCHE VOI A FARE ALTRETTANTO.UCCIDERE UN ANIMALE E' COME UCCIDERE LA PARTE MIGLIORE DI NOI,RICORDIAMOLO SEMPRE E LOTTIAMO PERCHE' CIO' NON ACCADA.
LA SECONDA PETIZIONE,DI CUI MI ERO GIA' OCCUPATA,RIGUARDA QUELL'ARTISTA,CHIAMIAMOLO COSI',MA SECONDO ME NATURALMENTE NON E' DEGNO DI QUESTO APPELLATIVO,CHE AVEVA ESPOSTO UN CANE ,LASCIANDOLO MORIRE DI STENTI,(TANTO ERA RANDAGIO,DICEVA QUEL......BASTARDO,ECCO,QUESTO E' IL NOME ADATTO A LUI!),BEH PARE CHE IL TIPO LO VOGLIA RIFARE..........E CHE CAVOLO,NO!CI VADA LUI IN MOSTRA,A MORIRE DI FAME E DI SETE,COSI' ALMENO CI LIBERA DAA UN PESO E DA UN ESSERE INUTILE E DANNOSO!NON SONO SICURA CHE LA PETIZIONE SIA DIVERSA DA QUELLA DELL'ALTRA VOLTA,LA PRESENTAZIONE MI SEMBRA LA STESSA,COMUNQUE ANDATECI,CHI NON L'AVESSE GIA' FATTO E ANCHE CHI L'AVESSE GIA' FIRMATA,AL LIMITE SCARTERANNO LE FIRME PRESENTI DUE VOLTE!CLICCATE QUI PER FIRMARE
BENE,VISTO CHE SIAMO IN TEMA DI DIFESA ANIMALE,ANCHE IO,COME ARABAFENICE,VI RINNOVO L'INVITO A VISITARE IL SITO QUA LA ZAMPA,CHE SI OCCUPA DI ADOZIONI DI ANIMALI,CANI O GATTI,NN HA IMPORTANZA,ABBANDONATI,PER STRADA O NEI CANILI.I VOLONTARI CHE SE OCCUPANO NN POSSONO FARE TUTTO DA SOLI,CHI E' INTERESSATO NEL DAR LORO UNA ZAMPA ADOTTANDO DELLE BESTIOLINE BISOGNOSE D'AMORE E CURE SI FACCIA AVANTI,O LO SEGNALI A CHI PUO' FARE QUALCOSA,NN IMPORTA LA VOSTRA DISTANZA DA GIOVINAZZO,COME DICE ARABA FENICE,LA SOLUZIONE SI TROVA,SE C'E' LA VOLONTA'!
GRAZIE DELL'ATTENZIONE,FIRMATE,E SE POTETE.........PASSATE PAROLA!
giovedì 13 marzo 2008
AIUTIAMO UN'AMICA A TROVARE LAVORO

Bando alle chiacchiere allora: c’è un’amica blogger che ha bisogno di una mano VERA, è una persona eccezionale che molti di voi conoscono perchè leggono il suo blog. Sta attraversando un periodo colmo di gravi difficoltà e ha bisogno urgentemente di trovare un lavoro. Lei si è finora attivata da sola, ma sappiamo tutti che cosa riserva il panorama attuale no?
Ho pensato quindi di usare il mio blog, dove ci sono solo parole, per un fine reale, e spero che si estenda come un virus in senso buono ovviamente, chi ha voglia di vedere cosa si può ricavare da questi nostri evanescenti spazi si metta in gioco!!
Spero di far arrivare questa bottiglia virtuale all’altro capo del mondo
Quello che segue, è la descrizione che lei fa di se stessa e di cio di cui ha bisogno:
16 anni di esperienza in uffici commerciale estero e come Segretaria di Alta Direzione, con mansioni che vanno dalla gestione totale delle pratiche Import ed Export alla gestione operativa della documentazione relativa all’ufficio commerciale interno; dai viaggi in Cina, USA, Europa, Asia presso fornitori per trattative ed acquisti, o in ogni parte del mondo per visitare clienti; dall’organizzazione alla partecipazione effettiva alle fiere internazionali.
Cerco un lavoro simile, se possibile, ma anche semplicemente come Segretaria di Direzione o quant’altro.
L’unica condizione imprescindibile è che sia a Bologna o provincia e che sia a tempo indeterminato.
Sono disponibile a trasferte e turni di qualsiasi genere.
Vi lascio il mio indirizzo e-mail: innamoratacruda@hotmail.it
Non so che altro dire,
Ancora grazie per quanto riuscirete a fare e baci!
Ecco qua. Chi altro è disponibile a dedicare un post sul suo blog alla nostra amica?!!! Fatevi sotto e vediamo se è vero che l’unione fa la forza.
MORIRE PER IL LAVORO E SENZA LAVORO
Luigi, 39 anni, precario ottava vittima della ThyssenLUIGI ROCA.39 ANNI.DICEVA:"Stavolta ho trovato il lavoro giusto, mi assumeranno, durerà". E INVECE,POI........ "Mi ammazzo perché insieme al lavoro ho perso la dignità". LAVORAVA COME PRECARIO ALLA BERCO DI BUSANO CANAVESE,CHE FACEVA PARTE DEL GRUPPO TYSSEN.NN HANNO RINNOVATO IL SUO CONTRATTO INTERINALE XCHE' LA TYSSEN HA ALTRE 150 PERSONE,DIPENDENTI,DA COLLOCARE,COSI' LA CHIAMANO,COLLOCAZIONE.AVEVA 39 ANNI,ERA GIA' VECCHIO PER LORO,PER CHI CERCA UN POSTO FISSO C'E' LA SCADENZA,UOMINI RIDOTTI A LATTE CAGLIATO DA GETTARE VIA.NN SOLO ALLA TYSSEN,CHIARO.LUI ERANO 4 ANNI CHE SI VEDEVA CONTINUAMENTE RINNOVARE CONTRATTI DA PRECARIO.INTERVALLATI DA PERIODI A CASA.EH GIA',SONO FURBI LORO,GLI INDUSTRIALI IN GENERE,SANNO IL FATTO LORO,SANNO COME SI FA.LE LEGGI GLIELO CONSENTONO. DICE DI LUI LA SUA VEDOVA: "Mio marito si è ucciso perché si sentiva umiliato. Chissà cosa deve avere provato, dentro, per decidere di farla finita. Se quell'azienda gli avesse rinnovato il contratto, ora non sarei una vedova con due figli piccoli da allevare".LA PRECARIETA',DI TUTTO,DEI PROGETTI,DELLA SPERANZA,DELLA VITA.SOLO LA MORTE E' DEFINITIVA.PER LUI E' STATO COSI'.
"In questo tipo di vita serve una forza che io non ho. Non lo dico per giustificarmi, ma perché tutti possiate perdonarmi. Ho valutato le conseguenze del mio gesto ma non ce la faccio, ho perso lavoro e dignità". L'ultima lettera, per i due figli piccoli. "Non mi giudicate e comportatevi bene. Trattate bene la mamma e conservate di me la parte buona che vi ho lasciato".
NON HO ALTRI COMMENTI DA FARE,HA DETTO TUTTO LUI.
TIBET LIBERO,SENZA SE E SENZA MA

CIBO E NON ECODIESEL!E ANCHE CAMPAGNA CONTRO ATOMICA
LA PRIMA,RIGUARDA UN MESSAGGIO CHE POSSIAMO INVIARE,VIENE DALL'ASSOCIAZIONE

"Increased demand for biofuels is driving up food prices and accelerating climate change, as rainforests are destroyed to grow fuel. But with strong global sustainability standards, we can ensure that biofuels help, rather than hurt.This weekend, the twenty biggest economies, responsible for more than 75% of the world's carbon emissions, will meet in Chiba, Japan to begin the climate change discussions leading up to the G8 summit this summer. Before the summit, let's send our leaders messages urging the adoption of global standards for biofuels.Sending your message is easy. Enter your information below, and your leader will automatically be targeted in the form to the right. You can then either type your own message, or send our pre-written version. Either way, join a global cry for biofuel change--urge your leader for biofuels standards now!CLICCATE QUI,


Sarebbe bello riceverne da tutti quanti, per poterle poi condividere con tutte/i.
Campagna "Un futuro senza atomiche"
http://www.unfuturosenzatomiche.org
Carissimi/e, in provincia di Pistoia è stato dato un bel contributo alla Legge d'iniziativa popolare per "Un futuro senza atomiche": sono state raccolte 1.005 firme(autenticate) grazie all'impegno di:
Circoli Arci di: Barile, "Garibaldi", "L. Bugiani", Forrottoli, "Ho Chi Minh" di Porta al Borgo, Serravalle Paese, Cozzile, Ponte alle Tavole, Villa di Cireglio, Rinascita di San Piero Agliana, Cecina di Larciano, San Baronto, Cantagrillo, Ponzano, Piteccio, Bonelle, Quarrata, Olmi, Pontenuovo, Iano, Piazza, Capostrada(grazie ad alcuni giovani della Coop "Don Chischiotte" che gestisce il Bar).
Inoltre, l'Arci, ha raccolto alcune decine di firme anche tramite un banchetto alla "Zucca Barucca" (per iniziativa di Federico Tasselli e Alfredo Taddei).
Circolo Parrocchiale "Oscar Romero"(Santomato), grazie all'impegno di Alessandra.
Da segnalare anche l'impegno personale di: Luisa Soldati(Vice Sindaco di San Marcello), Marcello Magrini(Presidente Arci provinciale di Pistoia), Massimiliano Sforzi, Sergio Frosini, Alessandro Fagni, Omero Nardini(Direttore Biblioteca di Buggiano), Rossella Pappalardo(Sindaco di Uzzano) e un Gruppo Giovani di Uzzano, Marco Beneforti (alcune firme sono state raccolte anche a Pescia, grazie ad alcuni giovani e altri di cui non sono a conoscenza).
Inoltre, è doveroso ringraziare anche chi ha autenticato le firme: Giovanni Sarteschi(ne ha autenticate moltissime) e Valerio Bonfanti(Consiglieri Provinciali), Luisa Soldati(Vice Sindaco di San Marcello), Giovanni Capecchi, Andrea Fusari, Marco Vettori(Consiglieri Comunali di Pistoia), Marzia Dolfi(Assessore a Massa e Cozzile), Alessandro Fagni(Consigliere Comunale di Larciano), Vincenzo Mauro(Assessore di Quarrata).
Tra le 1.005 firme raccolte sono da segnalare (non perchè più importanti delle altre, ma per il ruolo pubblico che svolgono), quelle di Rossella Pappalardo(Sindaco di Uzzano), Carla Strufaldi(Sindaco di San Marcello P.se, dove hanno firmato anche alcuni Assessori), Roberta Beneforti(Sindaco di Larciano), Paolo Magnanensi (Sindaco di Agliana, dove hanno firmato anche diversi Assessori).
Probabilmente, nel fare questi ringraziamenti (oltre ai nomi delle persone che si sono impegnate a raccogliere le firme nei Circoli Arci... che non cito, perchè - pur conoscendone alcuni - non potrei fare l'elenco della maggior parte), mi sono dimenticato di qualcuno.... e di questo mi dispiace e mi scuso.
Grazie a tutti/e.
Giuliano Ciampolini
P.S. - In allegato una foto di un pannello ad una Festa de l'Unità a Pistoia(penso sia del 1958): dimostra che l'impegno e la lotta democratica contro le armi atomiche e per la pace... ha radici lontane.
...........................
01 febbraio 2008 www.aprileonline.info
Un futuro senza atomicheLisa Clark, Coordinamento della Campagna "Un futuro senza atomiche", membro del Consiglio Globale di Abolition 2000
Francesco Martone, Senatore, membro del Consiglio internazionale della Rete Parlamentari per il disarmo nucleare (PNND) Il Guardian ha dato la notizia che alcuni generali e capi di stato maggiore in pensione di cinque paesi Nato avrebbero stilato un documento in cui si fa riferimento alla necessità di attuare la dottrina del "primo colpo" nucleare preventivo, che dunque riguarderebbe anche l'Italia.
Per questo la campagna "Un futuro senza atomiche" è importante
Qualche giorno fa il Guardian ha pubblicato i dettagli di un documento messo a punto da un gruppo di generali e capi di stato maggiore in pensione di cinque paesi della NATO nel quale si propone che l'Alleanza integri nelle sue strategie militari la dottrina del "primo colpo" nucleare preventivo.
Di fronte a minacce nuove, globali, asimmetriche, ed al rischio che paesi canaglia o gruppi terroristici possano impossessarsi di armamenti nucleari, si dice, la NATO (ovvero i paesi che ne fanno parte, Italia inclusa) dovrebbe impegnarsi a contemplare la possibilità di colpire per prima con l'arma atomica. Già nel 2002 all'indomani della revisione della politica d'uso dell'arma atomica da parte del Pentagono (Nuclear Posture Review) si tentò di integrarne gli aspetti salienti - quali il "first strike"- nella dottrina NATO.
Oggi, anche in risposta agli appelli al disarmo nucleare che provengono da personalità bipartisan della storia politica e diplomatica statunitense, e dallo stesso Gordon Brown, l'establishment atomico-militare si sente forse in difficoltà e tenta il colpo grosso.
L'occasione è ghiotta: la NATO, in grande difficoltà in Afghanistan e non solo, è in procinto di rivedere il proprio concetto strategico, e ridefinire la sua "mission" come agenzia globale per la sicurezza. Contemporaneamente si sta lavorando alla preparazione della Conferenza per la revisione del Trattato di Nonproliferazione, già fortemente indebolito dalla pretesa statunitense di privilegiarne l'aspetto di non-proliferazione rispetto a quello relativo al disarmo.
Le avvisaglie di questa "offensiva" erano evidenti già a Reykjavik, nello scorso ottobre, quando nel corso della Sessione Annuale dell'Assemblea Parlamentare della NATO un alto funzionario e consulente politico della NATO annunciò l'inizio della seconda era nucleare, la morte del Trattato di Nonproliferazione e l'urgenza di riscoprire - contro la minaccia iraniana- la centralità della deterrenza nucleare e delle armi nucleari tattiche in Europa. Proprio quelle stazionate anche a Ghedi ed Aviano grazie all'accordo di Nuclear Sharing che lega il nostro paese agli Stati Uniti.
Quelle bombe obsolete, finora considerate più che altro un simbolo, un "token" della fedeltà transatlantica, rischiano di trasformarsi in un nuovo strumento di deterrenza nucleare, post-guerra fredda.
Già, perché a differenza di allora, un eventuale "first strike" potrebbe essere sferrato anche contro paesi non dotati di armi nucleari, con ciò di fatto accelerando la corsa all'arma estrema. Di fronte a questi preoccupanti sviluppi vanno registrate le proposte di disarmo avanzate dal governo tedesco e quello norvegese, le dichiarazioni di Gordon Brown sul disarmo nucleare e quelle di Massimo D'Alema, il rafforzamento del fronte disarmista su scala globale. Per queste ragioni la campagna "Un futuro senza atomiche" acquisisce oggi maggior rilevanza politica. Non si tratta solo di firmare per liberare il nostro paese da quelle bombe, facendone un Stato libero da armi nucleari, confinante con l'Austria che ha già operato una simile scelta. Si tratta di veicolare un messaggio chiaro anche agli alleati europei della NATO, ed agli Stati Uniti, di chiedere a gran voce una netta inversione di rotta, per fare del disarmo nucleare la chiave di volta di una nuova politica globale responsabile e di pace.
mercoledì 12 marzo 2008
25 APRILE.......NON DIMENTICHIAMOCENE.......
"Mondine 2.0 – di madre in figlia" è un progetto multimediale e collettivo che ha l’intento di raccontare una storia abbattendo il confine tra autori e pubblico. La storia è quella delle mondine. Donne straordinarie che abbiamo la fortuna di conoscere e che ci hanno insegnato molto. La loro storia è anche la nostra, e siamo consapevoli che le battaglie che portiamo avanti oggi non sono che il proseguimento di quelle delle mondine. E' in lavorazione un film documentario (scheda info) prodotto da Davide Ferrario e diretto dall’emergente Andrea Zambelli, dove dalle storie raccontate dalle Mondine si guarderà alla nostra realtà; ha già calcato molti palchi uno spettacolo concerto dove le radici delle Mondine dai loro racconti alle loro musiche tradizionali si intrecciano con l’elettronica dei Fiamma Fumana , fondati dall’ex Modena City Ramblers Alberto Cottica; uscirà un libro sulle mondine, per raccontare ciò che le Mondine sono state e sono. MONDINE 2.0 è uno spazio interattivo da cui poter avvicinarsi a questo progetto e diventare parte attiva di esso. Un’occasione per capire quanto ancora sia viva l’energia delle mondariso e per scoprire talenti, storie da raccontare e realtà da denunciare. Questo spazio appartiene a tutti quelli che sentono che la storia delle mondine è la storia di tutti e che la strada da fare è ancora lunga. Scrivici e mandaci materiale a: mondine2.0@gmail.com ".
QUANDO SI DICE LA CONVINZIONE,E MOTIVAZIONI VARIE..........


BLACK LIST E CANZONI UN PO' SCONCERTANTI E SCONCERTATE
Diritti umani, per gli Stati Uniti la Cina non è più in "lista nera"SI PARLA TALVOLTA,PERLOPIU' NEI BLOG,DI BOICOTTARE LE OLIMPIADI,PROGETTO CHE SAPPIAMO BENISSIMO ESSERE SOLO UTOPICO,MA GLI USA A SORPRESA.....TADAN.......DEPENNANO LA CINA DALLA LISTA NERA DEI PAESI RESPONSABILI DELLE MAGGIORI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI!UNA CONTRADDIZIONE IN TERMINI,SE SI CONSIDERA CHE NEL RAPPORTO ANNUALE DIFFUSO DAL DIPARTIMENTO DI STATO AMERICANO SI DICE CHE LA CINA :NEGA TUTTORA LA LIBERTA' DI BASE ED I DIRITTI CIVILI AI SUOI CITTADINI(E NN SOLO,VISTO CHE IN TIBET NN MI PARE SI COMPORTI TANTO BENE,VOI CHE DITE?),INTERFERISCE NELL'ATTIVITA' DEI MEDIA E TORTURA I PRIGIONIERI(QUI,MAGARI,GLI USA SI SENTONO AFFINI,VISTO COSA SUCCEDE A GUANTALAMO).ALLORA,POTREBBERO SPIEGARCI(ANCHE SE LA RISPOSTA GIA' LA CONOSCIAMO)COME MAI E' STATA TOLTA DALLA LISTA NERA?
LISTA CHE QUEST'ANNO COMPRENDE:
COREA DEL NORD;BIRMANIA;IRAN;SIRIA;ZIMBABWE;CUBA(MA GUARDA TE CHE STRANO!); BIELORUSSIA;UZBEKISTAN;ERITREA;SUDAN.
MIGLIORAMENTI SEGNALATI IN:MAROCCO,GHANA,MAURITANIA ED HAITI.
E LA RUSSIA,VI CHIEDERETE VOI?BEH,IL RAPPORTO DICE COSI':
" In Russia, le violazioni continuano a scavare un solco tra il governo e i suoi cittadini, afferma il rapporto: "La centralizzazione del potere nel ramo esecutivo, la corruzione e l'applicazione selettiva del rispetto della legge, una Duma passiva, le restrizioni nei confronti dei media" non fanno che peggiorare la situazione"SULLA BIRMANIA:" Male anche la Birmania per tutto il 2007, che ha amplificato il suo "comportamento già orrendo" in materia di rispetto dei diritti umani. "Durante l'anno passato, il regime ha continuato a perpetrare uccisioni extragiudiziarie e si è reso responsabile di sparizioni di persone, detenzioni arbitrarie e illimitate, stupri e torture", sostiene il documento". PAKISTAN:Gli Usa rilevano un "profondo deterioramento dei diritti umani" nel 2007 anche in Pakistan, a causa dello stato di emergenza proclamato dal presidente Pervez Musharraf con la sospensione di molte delle libertà civili".LIBANO:"i progressi nel campo della democrazia e dei diritti umani continuano a trovare ostacoli sotto forma di una campagna di violenze e assassinii e tentativi, da parte di forze appoggiate da altri Paesi, di impedire il funzionamento del governo"AFGHANISTAN:In Afghanistan la situazione continua a essere precaria "a causa delle attività omicide degli insorti, di un governo e di istituzioni deboli, della corruzione e del traffico di droga e di un conflitto in corso da oltre due decenni". E DELL'OCCUPAZIONE AMERICANA NON DICE NULLA,COME SE NN CI FOSSE.COREA DEL NORD:"il regime repressivo continua a controllare quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini, negando libertà di espressione, stampa, raduno e movimento". IRAN:Negativo anche il quadro dell'Iran, dove l'attuale regime "viola la libertà di espressione e di raduno e ha intensificato le sue azioni contro dissidenti, giornalisti e tutti coloro che non concordano con la politica di arresti arbitrari, detenzioni, uso eccessivo della forza". SIRIA:In Siria la situazione dei diritti umani "è peggiorata ulteriormente nel 2007", CUBA:mentre Cuba resta "sotto il controllo totalitario di Raul Castro e di Fidel Castro" e il regime "continua a negare ai suoi cittadini diritti umani e libertà di base".E DELL'EMBARGO,CHE HA SEMPRE IMPEDITO A CUBA DI CRESCERE E DI AVERE UN'ALTERNATIVA ANCHE POLITICA IN PIENA LIBERTA',NN NE VOGLIONO PARLARE?UN PO' SUPERFICIALE QUESTO RAPPORTO.E IN IRAK ,CHE NN VIENE CITATO IN QUESTA LISTA,TUTTO OK TUTTO OK?GIA',LI' CI SONO LORO,CHE HANNO PORTATO PACE E DEMOCRAZIA,CHE SCEMA!
ORA,SE NN VI DISPIACE,TORNO A CANTARE.......SVEGLIARSI LA MATTINA,TARATTATTA',TRATTARE CON LA CINA,LALLALLALLA'.....................
martedì 11 marzo 2008
BAGNASCO,CIARRAPICO,BERLUSCONI E SARKOSY.........DIRETE?CHE C'AZZECCANO?BEH,SARKOZY POCO,MA GLI ALTRI............
ECCO LA RICETTA DI BAGNASCO:
Bondi nemmeno ha fiatato, per la verità. Le stavo riferendo il decalogo. "Ah, capito". Un Ciarrapico si sarebbe visto meglio in compagnia di Storace. "E' un caro amico. Al momento della fondazione del suo movimento io accompagnai Berlusconi. E la platea mi tributò un applauso inaspettato e gradito". Con i lineamenti fascinosi della Santanché la Destra trova anche il senso di una relazione intima con l'Italia del Duemila. "La conosco bene. Ma ho detto a Starace...". Storace, con la o. "Sto lavorando a una biografia di Starace. Scusi la confusione". A Storace ha detto... "Non possiamo fare "io, mammeta e tu"". In effetti le sue idee le ha tenute vive seguendo fedelmente Andreotti. "Con il peso di tutto quello che sono". A proposito di peso: perché appesantisce le pareti delle redazioni dei suoi giornali con le foto del Duce? "Bellissimo". Ad Isernia le colleghe sono costrette al lavoro sotto quell'occhio così vigile. "Ovunque c'è". Potrebbe alleggerire pur dentro il solco del nuovo corso. Un ritratto dei Village People, per esempio? "L'ultima volta che sono stato a Predappio era, mi pare, ottobre. Sedicimila persone". Tante. "E quando prendo la mia barchetta in estate e vado a Gallipoli faccio sempre un salto al cimitero dov'è sepolto Storace". Starace. "Grande uomo". Berlusconi vincerà. "Intelligenza raffinatissima". Costerà tanta fatica far rialzare l'Italia. "Come si disse: governare gli italiani non è faticoso. E' totalmente inutile". Ritorna sempre il giovane balilla. "Il mio sogno era fare il tamburino dei balilla". Sua zia le comprò il tamburo. "Ma io cambiai sogno: puntai a fare il mazziere". Il capo in testa. "Quello che sta avanti e che guida".
"Sono loro che strappano come sempre il loro programma". Silvio Berlusconi contesta le critiche rivolte dal centrosinistra dopo il gesto fatto a Milano. "E' il solito sistema mistificatorio", dice l'ex premier.
INTANTO,IN FRANCIA................
BLOGGERS FOR BURMA:UNITI PER LA BIRMANIA
IL POPOLO BIRMANO E' PRONTO ALLA RIVOLUZIONE?
Birmania, i ribelli dello Shan preparano le armi I RIBELLI SI SONO STANCATI DI PRENDERNE E BASTA,HANNO DECISO DI IMBRACCIARE I FUCILI.NELL'ARTICOLO,C'E' UN 'INTERVISTA AD UN BIRMANO DI NOME U TU WAY,QUESTE LE SUE PAROLE:"La rinascita partirà da qui, da queste montagne", annuncia. "I segnali mi dicono che sarà così. Durante le rivolte del 1988 sono stato un leader studentesco. Ci abbiamo creduto fino in fondo con forza e dignità. Molti sono morti, tantissimi scomparsi, altri fuggiti. Altri ancora, forse migliaia, restano in prigione. Abbiamo perso, ma la prossima volta non finirà in questo modo. La gente non ce la fa più, vuole cambiare, ha bisogno di aria nuova. I generali, i nostri padroni, hanno fatto il loro tempo".E LO DICE SOTTOVOCE,PERCHE' QUESTE PERSONE SONO ABITUATE AD ESSERE SEMPRE CONTROLLATE,CIRCONDATE COME SONO DA SPIE DEL REGIME.LA SUA GAMBA SINISTRA NON HA PIU' I TENDINI,SI',AVETE CAPITO BENE....... "Non ci sono più tendini. E' accaduto in prigione"."Tre anni di carcere", si scusa dopo un lungo silenzio imbarazzato, "non si dimenticano facilmente. Per sei mesi ci hanno chiuso in un buco senza aria e senza finestre. Poteva contenere 20 persone, eravamo in 140. Studenti soprattutto, ma anche commercianti, medici, avvocati, ingegneri. Tutti presi per strada in pieno giorno; oppure dentro casa, di notte, strappati ai loro letti. E' stato dopo la rivolta, quando sono riusciti a piegarci con i fucili. Avevano filmato e fotografato tutti: era facile venire a cercarci. Noi viviamo qui e qui siamo rimasti. Ci hanno portati dentro una caserma, infilati in un cunicolo che sfociava in una stanza con una sola presa d'aria, sul tetto fatto a cupola. Per respirare ci mettevano l'uno sull'altro. Ma resistevano solo quelli in cima; gli altri morivano, piano piano, soffocati. Non so quanti siano crepati. Ho perso il conto; in quelle condizioni non riesci a capire neanche dove sei. La prima settimana ne liberarono una ventina. Altri venti la settimana successiva, quindi ancora venti, fino a quando rimasi solo. Per un mese di fila: senza vedere la luce, in mezzo ai miei bisogni. Ci interrogavano militari venuti da un'altra regione, quelli del posto li conosciamo, non si fidavano. Volevano sapere quanti eravamo, chi guidava le proteste. Tecniche raffinate e umilianti. Se avevo caldo mi facevamo sedere su un cubo di ghiaccio e mi obbligavano a restare immobile tre, quattro ore. Se chiedevo da bere, aprivano un rubinetto piazzato sul soffitto e facevano cadere una goccia d'acqua che mi colpiva sempre sullo stesso punto". Si tocca la spalla: "Credo che si chiami la goccia cinese. Atroce, un dolore insopportabile". Tu Way oggi fa il commerciante, circondato da ragazze raccolte in quelli che chiama i villaggi "invisibili". Le tratta come figlie: le ospita in casa, dove cucinano e rassettano e lui, in cambio, le manda a scuola. "In Birmania", ci spiega, "studiare è un privilegio per pochi, soprattutto per i figli dei militari. Hanno mezzi e potere. Servono un sacco di soldi, per i libri e per le divise. Così alla fine moltissimi rinunciano e se sono fortunati trovano qualche lavoretto". L'uomo che ci sta seduto di fronte ha smesso di fare politica, per uscire da quell'inferno ha dovuto firmare un impegno al silenzio. Per sempre. Ma non ha rinunciato alla democrazia. Crede che il cambiamento sia ancora possibile. Resta indifferente quando gli diciamo che la giunta militare, pochi giorni fa, ha messo fuori gioco la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi: non si potrà candidare alle elezioni fissate per il 2010. La considera una mossa prevedibile. Il premio Nobel per la pace è un'icona troppo pericolosa per i vecchi generali aggrappati ad un potere che consente affari d'oro con i ricchi paesi asiatici. Per farci capire, Tu Way ricorre ad un proverbio: "Da noi si dice che le autorità amano solo tre colori: il bianco dell'eroina, il rosso del rubino, il verde della giada". E' convinto che la nuova spinta verso il cambiamento arriverà dalle minoranze etniche. "Ho sentito", ci dice, "che a pochi chilometri da qui si è sparato. Sono stati uccisi molti soldati del regime. L'esercito clandestino dello Shan e quello degli Arcan si sono alleati. Dopo la rivolta del settembre scorso abbiamo capito che senza fucili non si può ottenere nulla". La tentazione della lotta armata è il nuovo sentimento che aleggia sulla Birmania. Le "tigri" dello Shan si nascondono dietro l'ultima collina. La vediamo in lontananza, oltre la giungla che ci circonda, dopo le risaie verde giada che illuminano le valli. A bordo di una jeep vecchia e sgangherata scivoliamo su una stradina di terra rossa scavata a mano da centinaia di uomini, lungo il costone di una montagna che delimita il confine con la "terra proibita". Il Triangolo d'oro è cento chilometri più a nord. Per raggiungere quella zona bisogna avere un permesso speciale che non viene mai concesso. Ufficialmente per motivi di sicurezza, ma in realtà perché oltre alla produzione di oppio, alla raffinazione di eroina, la "terra proibita" è il centro del traffico di pietre preziose, di cui i cinesi sono maestri, e del contrabbando di armi in mano a bande sciolte che si spartiscono il territorio. U Tu Way se ne tiene alla larga. Si dedica alla sua terra, ai villaggi sparpagliati nella giungla, scoperti solo venti anni fa. Nessuno sa come e quando sono nati. Per le autorità sono "invisibili". Ma dentro quelle decine di case, sorrette da pilastri in tek, con il tetto in lamiera e la struttura in bambù, vivono centinaia di uomini, donne e bambini. Comunità fiere, con un loro passato, una loro tradizione che la nostra guida ha legato al mondo reale e reso finalmente "visibili". E' gente pacifica, ma ben organizzata. Tu Way mi spiega che hanno armi e munizioni, le tengono nascoste e sono pronti a tirarle fuori. Lo hanno già fatto. La censura, efficientissima, blocca ogni notizia. Ma abbiamo sentito parlare spesso di esplosioni e di scontri armati in questa regione. Lo conferma il capo del villaggio che ha le idee chiarissime. "Noi apparteniamo allo Stato dello Shan e chiunque dovesse governare deve fare i conti con noi". Gli chiediamo cosa pensa delle elezioni previste nel 2010. Scoppia in una grossa risata: "Le ultime le hanno annullate". Ogni giorno la nostra guida percorre questo viottolo che si inerpica come un serpente sulle montagne. Raggiunge i villaggi e tiene il suo discorso: di prevenzione sanitaria, di idraulica, di ingegneria. Dentro la casa principale si radunano gli abitanti: gli uomini seduti in prima fila; le donne, dietro, con i bambini. Si discute di tutto: della nuova scuola in costruzione e dell'acqua presente da due mesi nel villaggio grazie al contributo di alcune ong straniere. Si tratta di cose concrete. La zona è ricchissima di ruscelli e torrenti. Ma si trovano duecento metri più a valle. Per raccoglierla bisognava scendere un costone ripido in mezzo alla giungla e poi risalire con due taniche legate ad un asta come bilanciere e piazzate sulle spalle. Ci voleva una giornata intera per raccogliere venti litri. U Thu Wa ha fatto allagare un fossato e lo ha trasformato in un bacino che viene alimentato da un ruscello. Di qui si snoda il sistema di irrigazione che fornisce acqua a tutte le case, ma soprattutto elettricità, grazie ad una turbina azionata da una cascata. L'ex leader studentesco illustra i benefici di questo piccolo miracolo e la gente ascolta, assorta, spesso annuendo, discutendo fino a quando si decidono altre innovazioni. "Oggi faccio politica in questo modo", commenta divertito U Tu Way. "La gente prima moriva per una dissenteria. Nei villaggi si vive a contatto con gli animali: si dorme, si mangia, si fanno i propri bisogni tutti insieme. Con l'acqua razionata, bastava niente per ammalarsi". Invisibili, sconosciuti al governo centrale, queste centinaia di villaggi ora sono collegati a cittadine come Kalaw. Hanno scoperto l'altra Birmania. Sono guidati da uomini che sanno usare il computer, da donne che hanno imparato a leggere e scrivere, da giovani che frequentano l'università. Per tutti sono le "tigri" dello Shan. Lo sono anche per U Tu Way: "Questa volta", ricorda ancora, "non ci faremo massacrare. Le armi sono state prese dove si trovano. Molti erano stati arruolati a forza nell'esercito. Hanno disertato, portandosi dietro i fucili".
SECONDO ME,LA RIVOLTA E' PIU' VICINA DI QUANTO PENSIAMO,CERTO LA CENSURA NN PERMETTE DI SAPERE A CHE PUNTO SIA ARRIVATA LA POPOLAZIONE,QUANTO SI SIA ORGANIZZATA,MA UNA COSA E' CERTA:NN SI PUO' RESTARE COL CAPO CHINO PER SEMPRE.PER AVERE UN FUTURO DI PACE E LIBERTA',DOVE SIA POSSIBILE VIVERE IN ARMONIA E COLTIVARE IL PROPRIO PAESE,IN TUTTI I SENSI,A VOLTE E' NECESSARIA LA GUERRA.CHE NON E' GUERRA SEMPLICE,E' RIVOLTA.E' RIVOLUZIONE.E' ASPIRAZIONE AD UNA GIUSTIZIA IN QUESTA VITA.SONO CON LORO,CON TUTTA ME STESSA.
BRUTALITA' CONTINUE IN TIBET
Il Dalai Lama: "Ancora brutalita´ in Tibet". Contestazioni anti cinesi nell´anniversario della rivolta di Lhasa.
Quale migliore occasione delle Olimpiadi di Pechino per denunciare la politica cinese in Tibet? Lo ha capito bene il Dalai Lama che, nel giorno dell´anniversario della rivolta anticinese di Lhasa, la stessa che diede inizio al suo esilio, ha usato parole di fuoco contro i suoi vicini.Senza abdicare alla politica della via di mezzo, quella che mira alla ricerca di un compromesso onorevole con Pechino sull´autonomia della regione, il premio nobel per la pace ha denunciato un notevole aumento della repressione e della brutalita´ in Tibet.Partiti dalla cittä indiana di Dharamsala, cento esuli tibetani hanno dato il via alla cosidetta Marcia del ritorno, evocazione simbolica di un futuro rientro in patria. La loro marcia dovrebbe concludersi in Tibet l´8 agosto, in coincidenza con l´inizio dei giochi.A Kathmandu, in Nepal, la polizia ha impedito a un gruppo di manifestanti di arrivare fino all´ambasciata cinese.Ma gli echi della protesta tibetana si sono avvertiti anche in Grecia: un gruppo di atleti ha inscenato la cerimonia di accensione della torcia olimpica dei diritti umani. Dovrebbe attraversare 50 cittä prima di arrivare al confine tibetano con la Cina proprio all´apertura dei giochi. Occhi puntati su Pechino, dunque, nel bene e nel male.
Andate comunque alla pagina contentuta nel link,c'è un video molto significativo.
IO SPEREREI NEL BOICOTTAMENTO DELLE OLIMPIADI CINESI,MA SO CHE E' SOLO UN'UTOPIA.I SOLDI AVANTI A TUTTO,COME SEMPRE.
lunedì 10 marzo 2008
BASTA PRECARIATO!
Comitato Promotore dei Referendum contro
la precarietà e per la democrazia sindacale.
Rinviata la raccolta delle firme:
costruiamo i Comitati di sostegno
Sono passati alcuni mesi da quando il Comitato “Basta precarietà” ha depositato i quesiti referendari in Cassazione. In questi mesi le firme raccolte sull'appello a sostegno della proposta per arrivare ai referendum contro la precarietà e per una vera democrazia sindacale, ci hanno incoraggiato ad andare avanti per raggiungere l'obiettivo.
Infatti, oltre a singoli cittadini, le adesioni sono arrivate anche da Associazioni, Comitati dei precari, parlamentari e politici della cosiddetta sinistra radicale, oggi La Sinistra L'Arcobaleno.
La caduta del governo e l'indizione delle elezioni politiche generali ci obbliga a posticipare la data della raccolta firme ma una prima valutazione sullo stato di questa iniziativa politica è d'obbligo.
Premesso che l'avvio della raccolta delle firme inizierà soltanto quando ci sarà la certezza del raggiungimento dell'obbiettivo, quota 700.000, è naturale che in tutta l'operazione il coinvolgimento non potrà essere solo quello raggiunto sino ad ora, ma dovrà prevedere la partecipazione di altri soggetti sociali e politici che facilitino il percorso, con adeguate risorse economiche ed umane.
Le Assemblee di Roma, Milano, Napoli e di altre città, avevano lo scopo di accelerare i tempi per la raccolta firme: lo scopo non è stato raggiunto per l'indizione delle elezioni politiche anticipate, ma anche e soprattutto perché non siamo riusciti a coinvolgere tutti coloro che in questi anni e ancor oggi nel corso di questa campagna elettorale, mettono la precarietà al primo posto nei loro programmi, come piaga sociale da combattere.
L'esperienza dell'ultimo governo Prodi doveva insegnare a molti che gli attuali equilibri politici e sociali non hanno permesso e non permetteranno nessun intervento, radicale o meno che sia, nei confronti della precarietà.
Questa semplice verità ci porta ad essere sempre più convinti che l'unico strumento concreto, almeno per i prossimi anni, che possa essere utilizzato per intervenire e modificare l'attuale legislazione sul lavoro e sconfiggere il precariato è e rimarrà unicamente il referendum.
Tutti si dichiarano contro il precariato, sarà perché l'avversione contro le nuove tipologie dei rapporti di lavoro è entrata nel senso comune della maggioranza della popolazione ?
Noi oggi pensiamo però che nessuno ha veramente intenzione di sconfiggere il precariato, altrimenti non si capirebbe come anche le forze politiche più sensibili a questo tema, dopo averlo inserito in un programma di governo, dopo aver organizzato manifestazioni nazionali per tre anni consecutivi, con la partecipazione di milioni di lavoratori in piazza, pensino realmente di poter cambiare qualche cosa attraverso le battaglie parlamentari e con i nuovi equilibri politici ed i rapporti di forza ancor più penalizzanti per loro.
Non si può parlare a vuoto sulla precarietà, ne se ne può parlare strumentalmente in termini elettorali come fanno tutti i partiti politici.
La differenza tra chi ne parla a vuoto o strumentalmente e chi invece vuole sconfiggere veramente la precarietà, sta proprio nell'utilizzo dello strumento più appropriato oggi, da mettere a disposizione dell'intera popolazione italiana per farla esprimere su un tema così centrale e determinante che condizionerà il tipo ed il modello di sviluppo della società futura.
Il Referendum oggi è l'unico strumento democratico e con possibilità di vittoria che possiamo utilizzare per cambiare l'abominio della cultura della precarietà, come asse centrale del modello di sviluppo della società liberista. Oggi si può vincere perché la precarietà è, nel sentire comune, un male da sconfiggere, domani non è dato sapere. Noi continuiamo la nostra battaglia per sostenere i referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale, anche attraverso l'estensione dei Comitati territoriali: sta ad altri dimostrare la praticabilità di altri strumenti e le loro possibilità di vittoria contro la precarietà.
10 marzo 2008
Per il comitato promotore
Vincenzo Siniscalchi
Vincenzo Siniscalchi
Cel 3482545726
info@bastaprecarieta.org – www.bastaprecarieta.org
TENIAMOCI PRONTI A COLLABORARE IN OGNI MODO POSSIBILE,GENTE!CON LA PRECARIETA' UN PAESE NON PUO' CRESCERE,NON CI PUO' ESSERE FUTURO!USERO' QUESTO BLOG PER MANTENERVI SEMPRE INFORMATI SU QUESTE INIZIATIVE,E RINGRAZIO LA MIA AMICA FRANCA,PERCHE' E' SUL SUO BLOG CHE SONO VENUTA A CONOSCENZA DI QUESTO COMITATO.
CREATIVITA' SCORDERECCIA..............
PER AIUTARE TUTTE LE DONNE
"Vi chiedo un favore, ci vuole solo un minuto E NON COSTA NULLA.
Il sito on-line della ricerca contro il cancro al seno e' in difficolta' perche' non ci sono abbastanza persone che accedono al sito ogni giorno per raggiungere un numero di accessi che permetta loro di ottenere, dagli sponsor, una donazione per almeno una mammografia gratis per donne che non se la possono permettere. Ci vuole meno di un minuto per andare sul sito e cliccare sul bottone 'donating a mammogram' SENZA NESSUNA SPESA. (E' il bottone rosa nel mezzo della pagina con scritto it's free)
Non vi costa nulla.Gli sponsor che sostengono il sito usano il numero di accessi giornalieri per donare una mammografia in cambio della pubblicita' che appare sul sito.
Questo e' il sito. Fate girare tra la gente che conoscete.http://www.thebreastcancersite.com/
dite a 10 amici di dirlo ad altri 10!
Grazie, SI PUO FARE!
Scritto da: pasionariaXTUTTE LE DONNE "
MI SEMBRAVA DOVEROSO DARE IL MIO CONTRIBUTO,PUBBLICIZZANDO IL SITO ED INVITANDO CHI MI LEGGE A FARE ALTRETTANTO!
W LA SPAGNA!W ZAPATERO!
SONO FELICE X QUESTA VITTORIA,NATURALMENTE,ANCHE SE TRISTE PER L'UCCISIONE DELL'EX ASSESSORE SOCIALISTA ISAIAS CARRASCO.UN ATTO CRIMINOSO DA CONDANNARE,OVVIO PURE DIRLO.
QUESTA VITTORIA E' MOLTO SIGNIFICATIVA,GLI SPAGNOLI SONO AVANTI ANNI LUCE.VORREI CHE ANCHE IN ITALIA FOSSE COSI'.
E' AUMENTATA ANCHE L'AFFLUENZA ALLE URNE,E' AL 75%.SEGNO CHE SE LA GENTE SI UNISCE,TUTTO E' POSSIBILE.
QUESTE LE PAROLE DI ZAPATERO:"Governerò per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto" e "per far diventare realtà le aspirazioni delle donne". E ancora: "Governerò con mano ferma ma tesa" verso gli altri e "per mantenere il nostro impegno con l'Europa, la pace e lo sviluppo".
"Gli spagnoli hanno deciso di avviare una nuova tappa", illuminata dal "dialogo sociale e politico", ha continuato Zapatero, che ha ricordato Isaias Carrasco e le altre "vittime del terrorismo". "Abbiamo lavorato duro ma ne è valsa la pena", ha concluso augurando "buona fortuna" a tutti i sostenitori del Psoe che manifestavano la loro gioia davanti alla sede socialista a Madrid.
COS'ALTRO DIRE?ANDATE AVANTI COSI'.
SPERIAMO CHE NN CI SIANO PIU' MORTI E STRAGI DA RICORDARE.
LA RISPOSTA DELL'ESSELUNGA
COME AVEVO DETTO NEL POST:"DOVE ANDREMO A FINIRE?CI POTRANNO ANCHE PISCIARE IN TESTA E NOI ZITTI?",AVREI PUBBLICATO LA RISPOSTA ALLA MIA MAIL DA PARTE DELL'ESSELUNGA,SE MI FOSSE ARRIVATA.PER CHI NN LA RICORDASSE,LA MIA MAIL ERA QUESTA:"Salve.Questa mail ve la scrivo per segnalarvi lo sdegno che ho provato leggendo l'articolo su repubblica on-line:http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html,circa il fatto avvenuto a Milano,nel vostro negozio di viale Papiniano,dove ad una vostra dipendente è stata infilata la testa nel water.Il fatto è inammissibile,ovviamente,ma cio' che mi ha colpito è stato anche che a quella signora nn fosse concesso di andare in bagno durante l'orario di lavoro,fatto incredibile,che sa di medioevo!In più,lei soffre pure di problemi renali!Mi chiedo:succede solo in quella filiale,o nei vostri negozi è una regola?Saranno puniti i responsabili,per aver dato quelle disposizioni?Per aver permesso che lei dovesse orinarsi addosso,e che rimanesse bagnata di PIPI' fino alla fine del suo turno di lavoro?MA STIAMO SCHERZANDO?Io ora vivo a Taranto,vostri punti vendita non ce ne sono,ma quando vivevo a Pistoia ero vostra cliente.I vostri prezzi erano convenienti,ma se avessi anche solo sospettato che succedessero fatti simili,nn ci sarei mai venuta,sappiatelo.Spero si tratti di un episodio isolato,e che prenderete dei seri provvedimenti,sia per fare chiarezza sul cio' che è avventuto nel bagno dello spogliatoio di via Papiniano,sia su queste direttive di nn poter nemmeno usufruire dei servizi igienici durante il lavoro.E spero che questa mail non vada ad aggravare la posizione di quella vostra dipendente,mi terrò informata x quanto posso sugli eventuali sviluppi.E spero di avere delle risposte da voi,ma che soprattutto le abbia la signora che è stata così duramente trattata.In fede."
STAMATTINA HO APERTO LA POSTA,CIOE' LA CASELLA MAIL,E C'ERA!EUREKA,NN CREDEVO.QUINDI,COME DA ACCORDI INTERCORSI TRA LE PARTI...........MA 'NDO VO,CON 'STO BUROCRATESE?COME PROMESSO,VE LA PUBBLICO:
"Gentile Signora, con riferimento al Suo messaggio inerente ai recenti accadimenti, vogliamo esprimere dispiacere e preoccupazione per la vicenda occorsa alla nostra cassiera. E' incredibile anche solo il pensare che Esselunga sia in qualche modo coinvolta nell' accaduto. Il rispetto e la valorizzazione dei nostri collaboratori sono principi per noi imprescindibili.Siamo in attesa che le Forze dell'Ordine facciano luce al più presto sulla vicenda. Purtroppo alcuni sindacati e organi di stampa hanno strumentalizzato l'episodio proponendo conclusioni affrettate e mettendo in cattiva luce l'operato e la buona fede dell'Azienda.Vorremmo solo invitarLa ad attendere come noi i chiarimenti necessari prima di esprimere giudizi definitivi.
I nostri saluti.
Direzione Esselunga"
VA DATO LORO ATTO CHE ALMENO RISPONDONO.ANCHE SE NN MI DICONO SE SIA PRASSI COMUNE,NEI LORO NEGOZI,NEGARE LA POSSIBILITA' DI ANDARE IN BAGNO DURANTE L'ORARIO DI LAVORO.E VORREI SAPERE CHE FINE HA FATTO IL RESPONSABILE DI QUEL PUNTO VENDITA CHE HA IMPEDITO ALLA CASSIERA PERFINO DI CAMBIARSI DOPO ESSERSELA FATTA ADDOSSO!ANCHE NOI ATTENDEREMO GLI SVILUPPI,OVVIAMENTE,E TERREMO GLI OCCHI APERTI.SAPETE COSA INTENDO,VERO?
IO,INTANTO,HO MANDATO LORO UN'ALTRA MAIL:
"VI RINGRAZIO PER AVERMI RISPOSTO,CONFIDO NELLE FORZE DI POLIZIA E NELLE LORO INDAGINI,PERO' C'E' ANCORA QUALCOSA CHE VORREI SAPERE:MA CHE PROVVEDIMENTI AVETE PRESO NEI CONFRONTI DI CHI HA IMPEDITO ALLA SIGNORA IN QUESTIONE DI ANDARE AL BAGNO DURANTE L'ORARIO DI LAVORO,E POI DI CAMBIARSI DOPO L'INCRESCIOSO URINAMENTO?VOGLIO SPERARE CHE SIA STATO PUNITO ADEGUATAMENTE,E CHE IL FATTO DI NON POTER ANDARE IN BAGNO DURANTE L'ORARIO DI LAVORO NON SIA UNA PRASSI!CONFIDO NELLA VOSTRA GENTILEZZA,E SPERO DI NON ARRECARVI TROPPO DISTURBO CON QUESTI MIEI DUBBI.
IN FEDE".
OVVIAMENTE,SE RISPONDERANNO ANCORA,PUBBLICHERO' LA LORO REPLICA.NON VOGLIO MOLLARE,SONO FATTA COSI'!
venerdì 7 marzo 2008
8 MARZO CONSAPEVOLE E CONTRACCEZIONE NECESSARIA
Per un ragazzo su tre anticoncezionali fai-da-teGli esperti: «Cresce il rischio di aborti per gli under 18». L' 8 marzo guida anti-bufale distribuita nelle piazze
HO SPESSO DETTO CHE I CONSULTORI NON FUNZIONANO BENE,O ALMENO E' COSI' IN CERTE ZONE D'ITALIA,SPESSO E' LABORIOSO ACCEDERVI E QUANDO DICO QUESTO PENSO SOPRATTUTTO AI GIOVANI,ALLE RAGAZZE,SPESSO SQUATTRINATE E MAGARI PRESE DA IMBARAZZO.PARLARE DI SESSO COI GENITORI NN SEMPRE 'E FACILE,BISOGNA POI VEDERE DA FAMIGLIA A FAMIGLIA,COMUNQUE SENZA CERCARE MOTIVI GRAVI, C'E' SPESSO IMBARAZZO E MANCANZA DI PREPARAZIONE AD AFFORNTARE CERTI DISCORSI,LA SCUOLA LATITA,ECC.,MA DICO...............INVECE DI DOCUMENTARSI SUOI BLOG E SENTIRE I CONSIGLI DEGLI AMICI INFORMATI QUANTO LORO,ACQUISTARE UN LIBRO CHE SPIEGHI LA CONTRACCEZIONE,LA SESSUALITA',POSSIBILE CHE NN VENGA IN MENTE A NESSUNO?IN QUEST'ARTICOLO,VIENE FUORI CHE GIRANO CONSIGLI CHE HANNO DELL'INCREDIBILE, COME LAVANDE VAGINALI CON LA COCA COLA,AVERE RAPPORTI IN PIEDI O IN ACQUA E DI BREVE DURATA,ED ECCO,LA CONTRACCEZIONE E' FATTA.PARE CHE IL 30%DEGLI ADOLESCENTI RICORRA A RIMEDI FAI-DA-TE CHE NN HANNO NATURALMENTE NESSUNA BASE SCIENTIFICA.LO STUDIO E' STATO PRESENTATO A LISBONA,DA PARTE DI GINECOLGI ITALIANI,IN OCCASIONE DEL CONGRESSO EUROPEO DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA.RIGUARDEREBBE I GIOVANI SOTTO I 19 ANNI.INUTILE DIRE CHE TUTTO CIO' ESPONE LE RAGAZZE AGLI ABORTI,O PEGGIO(PERCHE' X LA MIA FORMA MENTIS E' PEGGIO!)A GRAVIDANZE INDESIDERATE.E C'E' DI PIU':CHE PARE CHE ALCUNE ADOLESCENTI SIANO CONVINTE CHE SI POSSA RIMANERE INCINTE CON UN BACIO,MENTRE ALTRE CHE LA PRIMA VOLTA SI POSSA ANDARE SUL SICURO,CHE NN CI SIANO RISCHI!DA UN'ESTREMITA' ALL'ALTRA:SE MI BACI,MI COMPROMETTI/SE SI FA X LA PRIMA VOLTA,GIU' A DIRITTO! IO DICO:E' CHIARO CHE SE UNO NN HA PUNTI DI RIFERIMENTO E' DOFFICILE SAPERE COME STANNO LE COSE,MA UN LIBRO IN VITA TUA LO VUOI LEGGERE?E'UN ARGOMENTO TROPPO IMPORTANTE X LASCIARLO AL CASO!LA SOCIETA' SI DEVE ORGANIZZARE:ANCHE IO NN PARLAVO VOLENTIERI CON I MIEI DI QUESTI ARGOMENTI,MI INFORMAVO IN ALTRO MODO,NN DANDO RETTA ALLE AMICHE,MA LEGGENDO RIVISTE SPECIALIZZATE,O LIBRI DI STRAFORO MAGARI,MA SONO SEMPRE STATA CONVINTA CHE LA SCUOLA DEBBA COLMARE QUESTE LACUNE.PARTENDO,CON LINGUAGGIO ADEGUATO ALL'ETA',GIA' DALLE ELEMENTARI,E POI ALLE MEDIE AFFRONTARLO GIA' CON PIU' SPIEGAZIONI SCIENTIFICHE E PRATICHE,CIOE'PARLANDO DELLA CONTRACCEZIONE,CHE TANTO A QUELL'ETA' LO SANNO GIA' COME SI FANNO I BAMBINI,L'OBIETTIVO PIU' IMPORTANTE E' SPIEGARE LORO COME NN FARLI!NN PENSIAMO CHE A QUELL'ETA' SIA PRESTO,DOBBIAMO PREVENIRE,E' MEGLIO CHE CURARE!COMINCIARE A FARE EDUCAZIONE SESSUALE ALLE SUPERIORI SAREBBE GIA' TROPPO TARDI!E LE STATISTICHE CE LO CONFERMANO.STOP AI MORALISMI,E AFFRONTIAMO LA REALTA' X QUELLO CHE E'.SE SI FACESSE DI PIU',NN CI SAREBBERO IN GIRO RAGAZZI CHE CREDONO CHE FARE UN LAVAGGIO CON LA COLA DOPO UN RAPPORTO METTA AL RIPARO DA GRAVIDANZE INDESIDERATE!
IN ATTESA CHE LA SCUOLA SI ORGANIZZI(SPERIAMO NN CI VOGLIANO ANNI!)VERRA' MESSO IN CIRCOLAZIONE,PROPRIO PER DOMANI,OTTO MARZO,FESTA DELLA DONNA(E NN SOLO DEGLI SPOGLIARELLISTI!),UN LIBRETTO"ANTI-BUFALE" CHE CONTENGA UNA GUIDA CHE SERVE A SFATARE TUTTI I MITI SBAGLIATI,TUTTE LE SCIOCCHEZZE CHE GIRANO SUL SESSO.IL LIBRO VERRA' DIFFUSO POI ANCHE NELLE DISCOTECHE,DURANTE I CONCERTI,E NELLE UNIVERSITA'.
UN'ULTIMA COSA:L'ITALIA E' ULTIMA NELL'USO DEI CONTRACCETTIVI,8 DONNE SU 100 AFFERMANO DI NN AVERNE MAI USATI(GESU'!),IN EUROPA 1 DONNA SU 3 USA LA PILLOLA,MENTRE IN ITALIA LA MEDIA SCENDE.LA PAURA PIU' DIFFUSA E' CHE...........FACCIA INGRASSARE!ORA,A PARTE CHE E' UNA GRAN MINCHIATA,FORSE POTEVA ESSERE VERO X LE VECCHIE PILLOLE,MA NN X QUELLE DI NUOVA GENERAZIONE,MA DICO IO:CON LA GRAVIDANZA,NN VI PARE CHE SI INGRASSI DI PIU'?E POI,PASSATI I NOVE MESI,IL GUAIO RESTA,BADATE!E POI,SE NN VUOI USARE LA PILLOLA,VUOI ALMENO USARE ALTRI METODI?NN E' CHE L'ALTERNATIVA ALLA PILLOLA SIA IL COITO INTERROTTO O I METODI NATURALI,O ASTINENZA!O PEGGIO,NADA DE NADA!
COMUNQUE,CON L'OCCASIONE, AUGURO A TUTTE VOI UN BUON 8 MARZO,UN 8 MARZO CONSAPEVOLE,FESTEGGIATELO,NN FESTEGGIATELO,NN E' QUELLO L'IMPORTANTE:L'IMPORTANTE E' CHE ABBIATE SEMPRE CONSAPEVOLEZZA DI VOI STESSE,E CHE LA FACCIATE AVERE ANCHE AGLI ALTRI,NEI VOSTRI CONFRONTI!RISPETTATEVI SEMPRE,SE VOLETE CHE GLI ALTRI LO FACCIANO!BACIONI,SIMONA.
P.S.MI SCUSO CON GLI AMICI SE NN PASSERO' SUI VOSTRI BLOG OGGI,MA SONO DI CORSA.CI RISENTIAMO LUNEDI',IL WEEK-END VADO IN.......FERIE!A LUNEDI'!
giovedì 6 marzo 2008
BLOGGERS FOR BURMA:UNITI PER LA BIRMANIA

QUESTO E' L'ARTICOLO :Birmania, nel monastero della rivolta'Noi, monaci che sfidammo il regime'.E' MOLTO LUNGO,MA VISTA L'OCCASIONE STRAORDINARIA,INVECE DI FARNE UN RIASSUNTO,LO PUBBLICO PER INTERO:
PAKOKKU - Cinque mesi dopo, restano ancora le tracce della battaglia. Fuori, lungo i muri di cinta sbrecciati dalla pallottole; dentro, sui pavimenti in legno anneriti, nei giardini invasi dalle erbacce, nei bagni collettivi allagati, nell'infermeria saccheggiata, nelle stanze dei novizi vuote e sporche. Persino i corridoi, luogo di meditazione e di lettura, sono occupati dai resti di armadi, sedie e tavoli ammassati alla rinfusa. Per terra, allineati con cura in una stanza chiusa a chiave, si sono salvati solo loro: i libri sacri dello Sangha, la chiesa buddista, e le antiche pergamena di palma scritte a mano. Il grande bonzo, il capo spirituale del monastero, è assorto nella sua lettura. E' solo, al centro del salone al primo piano dove si tengono le lezioni, disteso su un letto in tek coperto da un telo rosso scuro. Restiamo in attesa, avvolti da un cupo senso di desolazione. Il maestro piega il libro. Si mette seduto, incrocia le gambe, si gira verso di noi, porta le mani giunte sulla fronte. "Siate i benvenuti", ci dice dopo minuti che sembrano eterni. Ma-Gway Taungdwingyi, 84 anni, il viso liscio, lo sguardo sereno, non aggiunge altro. Osserva il silenzio che il regime gli ha imposto. Non può dire, come chiunque racconta in Birmania, che tutto è iniziato qui dentro, in un monastero alla periferia di Pakokku: un villaggio lontano dalle rotte turistiche, famoso per il suo tabacco forte e profumato con cui si confezionano i sigari cheerok, sulle sponde del fiume Ayeyarwady, cuore della Birmania centrale, oggi chiamata Myanmar. E' il 16 agosto scorso. Quattro funzionari del governo si presentano nel collegio di Pakhanngeh Kyaung, il più grande di tutto il paese, 100 anni di storia, un'immensa struttura che si regge su 322 pilastri in legno intarsiati. Chiedono di Ma-Gway: non sono venuti, come fanno molti, per chiedere un consiglio e lasciare un'offerta. Hanno altro in testa, il maestro è finito nel mirino della giunta militare. Parla troppo e parla male: del governo dei militari, di quanto sia profondo il distacco che li divide dal paese reale. Lo ammoniscono senza molte remore: "Questo deve essere un luogo di studio e di preghiera, non di politica".Lo minacciano in modo brusco: "Smettila di sobillare i tuoi studenti o ti facciamo sparire". Il grande monaco è paziente. Usa tutto il suo carisma e la sua influenza. Ricorda che l'aumento di cinque volte il prezzo della benzina e di tanti altri beni di prima necessità sta affamando il popolo. I bonzi lo sanno bene: vivono a stretto contatto con la gente. La colletta che compiono ogni mattina all'alba, secondo un rituale di secoli, scalzi, avvolti nelle loro tuniche colorate, passando di casa in casa, si è interrotta. A Pakokku, davanti alla ciotola mostrata per raccogliere le offerte, le famiglie portano la mano alla bocca: non c'è cibo, non ci sono soldi. Il maestro invita i funzionari a lasciare il monastero. Ma i quattro emissari insistono; l'ordine è arrestarlo, portarlo via. Volano parole grosse: la discussione è animata, violenta, sostiene chi era presente. Sfidare un monaco, un maestro spirituale, in Birmania è una grave offesa, una vera provocazione. Decine di novizi, ragazzi che vivono nel monastero il tempo per studiare i testi sacri del buddismo e imparare l'inglese, hanno seguito il diverbio. Sono indignati. Intervengono, come sono sempre intervenuti. Anche nelle proteste del 1988 sono stati i bonzi più giovani, assieme agli studenti, ad accendere la miccia della rivolta. Scoppia una rissa generale. I quattro funzionari lasciano a fatica il monastero. Ma all'esterno trovano le loro auto in fiamme. Ma-Gway Taungdwingyi non scenderà nei dettagli e noi eviteremo domande che non vanno fatte. Sarà George, la nostra guida di Nyaung U che ci ha accompagnato sul posto, a dirci cosa è accaduto. Al ritorno, mentre attraversiamo l'Ayeyarwady a bordo di una lancia, coperti dal rumore assordante del motore ad elica allungata, ci spiega: "Adesso posso parlare. Prima non mi fidavo di nessuno. Pakokku è piena di spie. Le autorità le hanno infiltrate anche tra i monaci. La rivolta dell'agosto e settembre scorsi è nata qui dentro. Dopo l'incendio delle auto dei quattro funzionari del governo, sono arrivati la polizia e l'esercito. Ma è accorsa anche la gente del villaggio. La voce si è sparsa in tutta la regione. Migliaia di persone sono giunte dai paesi vicini: ne arrivavano ad ondate, con ogni mezzo, dall'interno e poi con le barche, dall'altra sponda del fiume. Ci sono stati gli scontri, molti feriti, tantissimi morti. La gente è rimasta, ha resistito. La protesta si è allargata a Bagan, a Mandalay, a Yangon. Ventotto giorni di cortei e manifestazioni. Fino a quando sono intervenuti i reparti speciali, con i fucili, le mitragliatrici, lo stato d'assedio, il coprifuoco". Il monastero resterà isolato e circondato dal filo spinato fino a Natale. Oggi il collegio di Pakhanngeh Kyaung è stato riaperto ma sembra abbandonato: pochi lo frequentano e non ci sono soldi per restaurare le ferite inferte durante la sommossa. Su 836 monaci ne sono rimasti solo 174. I pochi che si affacciano, timidi e preoccupati, evitano ogni contatto. C'è ancora molta diffidenza: i bonzi sono visti dal regime come un pericolo. In tutta la Birmania, ce n'erano 400 mila. In dieci anni la giunta, con la sua "campagna di purificazione", li ha ridotti del 20 per cento. Il monastero si è svuotato. Molti sono fuggiti. Forse tornati a casa, forse scomparsi, morti, inghiottiti nelle carceri. Nessuno sa nulla di loro. Solo il principio buddista per cui la vita è un continuo ripetersi può spiegare le contraddizioni di questo paese allegro e insieme triste, ribelle e rassegnato. Il suo fascino è tutto lì. La Birmania sembra galleggiare su un tempo indefinito: ancorata al suo passato glorioso, costretta a vivere un presente drammatico, proiettata su un futuro che non le appartiene ancora. La giunta dei militari è rimasta sorpresa dalla rivolta di Pakokku. Non si aspettava che proprio in questo monastero, immerso nel cuore dell'etnia bamar, scattasse l'ennesima sfida. I pericoli, storicamente, arrivano dalle zone che confinano con Cina, Thailandia, Laos e India, dove sono arroccate le minoranze più ostili al sogno di una grande Birmania. Occupato dal suo business, il regime non si era reso conto che l'intero paese bolliva come un vulcano pronto ad esplodere. Eppure basta camminare nel centro di Mandalay, 80 chilometri più a nord, per capire che la "primavera" birmana non è mai finita. Il sangue versato a settembre sui grandi viali che costeggiano la maestosa fortezza costruita del re Mindom Min, penultimo sovrano della dinastia Konbaung, ha scosso dal torpore questa città adagiata sul privilegio di essere la culla religiosa e l'ultima capitale del regno prima della dominazione britannica. Avvolta dal buio dopo il tramonto, punteggiata dai fari dei motorini e delle biciclette che invadono le strade come sciami, abbagliata da decine di pagode dalle cupole bianche e i pennacchi dorati, Mandalay fa i conti con l'ennesimo incendio. La corrente arriva a singhiozzo. Il governo la concentra sulle strutture militari. Quando torna, l'energia è una scarica che brucia gli impianti ridotti ad un ammasso di fili. Il cortocircuito è inevitabile. La benzina comprata al mercato nero e tenuta in casa fa il resto. L'anno scorso, in questo modo, nella sola Mandalay, un milione di abitanti, sono andate a fuoco 40 mila abitazioni. Tsa-Tsa, il ragazzo del nostro risciò, si dirige verso la zona dove adesso si alzano fiamme rosse e gialle. Ha bisogno di lavorare e si fa coraggio. Sostiene di non mangiare da tre giorni. C'è da credergli. Nel 2007, secondo una fonte diplomatica occidentale, ci sono stati solamente duecentomila turisti, rispetto agli 800 mila dell'anno precedente. Si fanno sentire gli inviti (timidi) al boicottaggio rivolti alle Nazioni unite e all'Unione europea contro la giunta militare da 46 anni al potere. Prevalgono gli scrupoli morali. L'appello a disertare la Birmania di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, leader dell'Nld (National leage for democracy), vincitrice assoluta delle passate elezioni, da 6 anni di nuovo agli arresti domiciliari, sembra avere effetto. Per due settimane abbiamo girato il paese in lungo e in largo incontrando pochissimi turisti. Chiediamo alla nostra guida cosa sta accadendo; vediamo, in lontananza, le luci della polizia. "Problem, problem", si affanna allarmato. "Police, army, protest". Ma poi, subito dopo, giù a ridere, come fanno sempre i birmani per stemperare anche la più piccola tensione. "Questo viale", racconta, "ad agosto era pieno di gente. Migliaia e migliaia di persone. Prima sono scesi in piazza i monaci, poi la gente si è fatta coraggio e li ha seguiti". Chiediamo quanti feriti e quanti morti ci sono stati. Lo domandiamo spesso in giro. Le risposte sono sempre diverse e vaghe. Dopo tante pressioni, il governo dello Spdc (State peace and development council), ex Slorc, il partito unico, artefice di questa "via birmana al socialismo", ha ammesso dieci vittime, 2700 arresti, tra cui 573 monaci, 1600 dei quali già stati rilasciati. Il "Tate naing" della "Assistance association of political prisoniers" parla invece di 4000 morti e 700 arresti. La verità, inaccessibile, resta isolata al centro della Birmania, a Nyapyidaw, dove il regime, con una scelta paranoica e ossessiva appoggiata dall'indovino di corte, ha deciso di trasferire la nuova capitale. Una città-caserma artificiale, nata dal nulla, senza negozi, ristoranti, case, sale da tè, ospedali e scuole. Ci vivono il vertice della giunta militare, i generali, gli ufficiali, la truppa, i dirigenti del Spdc. Una comunità priva di vita, rumori, colori, emozioni. I birmani ci ridono sopra e la spiegano con una barzelletta: "Hanno paura di tutto, persino del loro popolo". Tsa-Tsa ricorda molto bene i cadaveri abbandonati sull'asfalto o lungo i marciapiedi quando l'esercito ebbe l'ordine di sparare. E' convinto: "Li hanno cremati o buttati in una fossa comune". Racconta che i cortei sono durati quattro settimane. "C'erano due appuntamenti quotidiani: la mattina alle 9 e poi alle 4 del pomeriggio. Non si mangiava e si dormiva poco. Bevevamo coca-cola, lo zucchero ci dava forza e ci teneva svegli. Le autorità non hanno reagito subito. Sono rimaste a guardare per una settimana. Sparare sui religiosi li metteva in crisi". Oltre ad essere buddista, la giunta militare è nota per essere superstiziosa: nelle scelte più importanti interpella esperti astrali e interpreti del fuoco in grado di scacciare gli spiriti maligni. Ma qualcosa si è rotto al vertice. Si parla di uno scontro tra il capo, il tenente generale Than Shwe, 74 anni e il suo vice, il generale Maung Aye, 69. Il primo era favorevole ad un intervento, il secondo invitava alla prudenza. La realtà della piazza ha fatto prevalere la linea dura. "Quando si sono uniti anche gli studenti", aggiunge il ragazzo del risciò, "i professori, i commercianti, gli ingeneri, i farmacisti, quando tutti i negozi sono rimasti chiusi, quando i genitori si sono rifiutati di mandare i propri figli a scuola, allora è scattata la repressione". Indica le feritoie della muraglia che scorre sul lato: "Sparavano da lì. La folla marciava e loro sparavano". Ciò che è accaduto, lo ha saputo e visto tutto il mondo. Grazie alle foto scattate con i cellulari e spedite all'estero via mail dai più coraggiosi. Sono gli stessi che vediamo accorrere verso l'incendio. Le ragazze in minigonna ma con il viso protetto dalla "tannaka", la crema di legno di sandalo, per mantenere la pelle bianca. I ragazzi con i jeans larghi e calati, i capelli colorati, i tatuaggi, gli orecchini, mischiati a quelli che indossano i "longyi", il pareo tradizionale, e ciabattine. Passato e futuro. Tutti insieme. Alzano le due dita in segno di vittoria, strombazzano clacson e trillano i campanelli delle loro biciclette. La scuola è finita. Due potenti casse sparano musica heavy metal da un camion. Stasera si balla. Anche il nuovo incendio sarà spento. La Birmania, quella vera, non vuole più attendere.
IL VENTO DELLA LIBERTA' CONTINUA A SOFFIARE,INDOMITO.LA GIUNTA HA PAURA,SE HA DECISO DI RITIRARSI IN UNA CITTA'-FANTASMA.E' IL SEGNO CHE LE RIBELLIONI DEVOVO CONTINUARE,E ANCHE CHE IL BOICOTTAGGIO STA DANDO ALCUNI FRUTTI.CERTO,LA STRADA E' LUNGA,MA I BIRMANI HANNO SEMPRE DIMOSTRATO DI AVERE PAZIENZA.E CON LA LORO FILOSOFIA,CHE LI RENDE ANCHE CAPACI DI RIDERE SULLE LORO DISGRAZIE, DARA' LORO LA FORZA DI CONTINUARE A COMBATTERE.VORREI SOLO CHE IL MONDO SAPESSE APPOGGIARLI CONCRETAMENTE.E CHE LA GIUNTA CADESSE PRESTO.
SOSTENIAMO IL SINDACO DI GELA
ECCO COSA GLI HO SCRITTO:
"SPETTABILE SINDACO CROCETTA,
CON LA PRESENTE DESIDERO DIMOSTRARLE TUTTA LA MIA SOLIDARIETA' ED IL MIO RISPETTO PER IL SUO IMPEGNO NELLA LOTTA ALLA MAFIA ED ALLA PEDOFILIA,IN MERITO ALLA SUA DECISIONE DI NON ASSEGNARE CASE POPOLARI A CHI SI MACCHIA O SI E' MACCHIATO DI QUESTI ODIOSI CRIMINI.
LEI E' LA DIMOSTRAZIONE VIVENTE DI COME L'IMPEGNO,LA VOLONTA' ED ANCHE IL CORAGGIO POSSANO FAR SI' CHE LE COSE SUCCEDANO,E CHE LA POLITICA NON E' FATTA SOLO DI VUOTE PAROLE E PROMESSE VANE,MA ANCHE DI CONCRETEZZA.
SPERO CHE LEI NON VENGA MAI LASCIATO SOLO NEL SUO CAMMINO DI LEGALITA',CHE DA' SPERANZA A TUTTI NOI.
CORDIALI SALUTI,
......................................"
INVITO CHIUNQUE LEGGA QUESTO POST A FARE ALTRETTANTO,FACCIAMOGLI SENTIRE TUTTO IL NOSTRO APPOGGIO ED AFFETTO!
SALVIAMO I BLOG,SALVIAMO LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE!
L'APPELLO CHE CI PROPONE RIGUARDA IL PERICOLO DI IMBAVAGLIAMENTO DEI BLOG,LA LEGGE LEVI-PRODI,VE LO POSTO PARI PARI:
"La proposta è stata già approvata dal consiglio dei ministri ma non ancora al parlamento, e stiamo sicuri che passerà, perchè dx e sx su una cosa sono d'accordo: il popolo italiano è da spennare imbavagliato. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.In questo modo per avere uno spazio web occorrerà l'autorizzazione del ROC. Pensate che un Beppe Grillo verrà autorizzato? La manovra in parte colpisce finanziariamente ma soprattutto colpisce chi denuncia il potere. Si vuole imbavagliare il popolo, soprattutto internet che è l'unico territorio libero di informazione, dopo che i partiti si sono comprati canali TV e giornali.Certe cose accadono in Cina o in Corea, ma non in un paese che si definisce civile! Come il filosofo Mabuse aveva predetto, la dittatura si fa con la burocrazia e le nuove leggi. Il controllo da Grande Fratello di Orwell è già in atto.Per firmare clicca qui http://firmiamo.it/salviamointernet"
AVEVAMO GIA' PARLATO DI QUESTO ARGOMENTO MESI FA SUI NOSTRI BLOG,POI TUTTO SEMBRAVA ESSERE RIENTRATO,C'ERANO STATI DEI MESSAGGI RASSICURANTI,MA EVIDENTEMENTE NON E' COSI'.QUINDI,MUOVIAMOCI A FIRMARE,E FACCIAMO PASSAPAROLA,NE VA DELLA DEMOCRAZIA!LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE E' IMPORTANTE,MA A CHI DETIENE IL POTERE FA PAURA, OGNI OCCASIONE E' BUONA X SOFFOCARLA!RIBELLIAMOCI!
ANDANDO A FIRMARE,POTETE COPIARE ANCHE IL CODICE HTML DEL BANNER CHE TROVERETE IN ALTO A SINISTRA SU QUESTO BLOG!INSERITELO ANCHE VOI!
mercoledì 5 marzo 2008
CIAO,TINA................

LAGOSTENA BASSI, UNA VITA IN DIFESA DELLE DONNE
martedì 4 marzo 2008
LUCIANO COMIDA E' IN BASILICATA
MUOVETEVI,AVETE TEMPO FINO A DOMANI,HO LETTO SOLO ORA QUESTO SUO POST,MI AFFRETTO A FARE UN PO' DI PUBBLICITA'!
PETIZIONE PER GAZA
Israel and Gaza are on the brink of war. A ground assault has left many dead, and the rain of rockets only spreads. Israel is now considering a full-scale invasion of Gaza, which has never worked before. The only answer is a ceasefire deal, already suggested by Hamas and supported by 64% of Israelis and some senior cabinet ministers. With international help, this could make civilians on both sides safer.Peace itself is at stake in the coming days, as are thousands of lives. But both sides know they are in a battle for global legitimacy, and international opinion matters. We need to raise a massive worldwide outcry for a Gaza ceasefire now - sign the emergency petition below, we will deliver it to senior Israeli and Palestinian leaders and in a billboard campaign:
We call for Israeli Prime Minister Ehud Olmert and Hamas leader Khaled Meshaal to stop the bloodshed and agree to an immediate ceasefire, and for the international community to engage constructively and help broker a fair deal for the safety of civilians on both sides.
PER ORA,HANNO RACCOLTO CIRCA 47.000 FIRME,NE SERVONO 150.000.
AIUTIAMOLI,PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI,ALL'ORRORE DEVE ESSERCI UNA FINE.
VI RIPETO IL LINK: http://www.avaaz.org/en/gaza_ceasefire_now/6.php?cl=58862309
PASSATE PAROLA,BASTANO POCHE RIGHE!
AIUTIAMO LA BETANCOURT
Sempre Melanie, ha dichiarato alla radio francese Rtl: “Sono disperata. So che mia madre è viva ma mi chiedo: per quanto tempo ancora?”"NOI,POSSIAMO ADERIRE ALLA PETIZIONE,UN APPELLO DISPERATO E DI SPERANZA,L'INDIRIZZO E' QUESTO:
http://www.agirpouringrid.com/
http://www.agirpouringrid.com/base/article.php3?id_article=74
INGRID BETANCOURT HA SEMPRE COMBATTUTO CONTRO IL NARCOTRAFFICO,CHE APPOGGIA UNA GUERRIGLIA CHE DICE DI LOTTARE X LA LIBERTA' ,MA NEI FATTI NASCONDE IL NARCOTRAFFICO,DAL QUALE E 'ALIMENTATA,APPUNTO,E RAPISCE LA GENTE FACENDONE UN'INDUSTRIA,CONTRO LA CORRUZIONE IMPERANTE NEL SUO PAESE E LA MANCANZA DI LIBERTA'.RAPENDOLA,L'HANNO FERMATA,ED ANCHE ORA CHE E' COSI' MALATA NN HANNO NESSUNA PIETA' DI LEI.AIUTIAMOLA!
PASSATE PAROLA,CI TENGO!
QUESTO E' IL TESTO DELLA PETIZIONE:
PETITION POUR LA LIBERTE DES OTAGESPLUS DE 6 ANS SANS INGRID
Monsieur le Président de la République Française, Mesdames et Messieurs les Chefs d’Etat du monde entier, Mesdames et Messieurs les députés européens, nous vous demandons de faire tout ce qui est en votre pouvoir pour favoriser la mise en place d’accords humanitaires en Colombie, seule issue envisageable pour la libération des otages.
Nous remettons notre espoir entre vos mains.
Proclamation de Yolanda Pulecio, mère d’Ingrid Betancourt
Le 23 février 2007, Ingrid Betancourt était privée de liberté depuis 5 ans, c’est à dire 1 825 jours, 43 800 heures ou encore 2 610 000 minutes, sans pouvoir agir pour son propre compte ni prendre ses propres décisions. Sa tragédie est à l’image de ce que vivent plus de 3000 séquestrés en Colombie.
Y avez-vous songé plus d’une minute ?
Ingrid incarne une femme qui s’affronte avec détermination et grandeur aux maux de la société colombienne. Sa lutte contre la corruption et pour la transparence des services publiques a mis plusieurs fois sa vie en péril ; son engagement permanent l’a poussée à être candidate à la Présidence de la République. Son enlèvement, le 23 février 2002, s’est produit au beau milieu de la campagne présidentielle, alors qu’elle se rendait auprès de ses partisans à San Vicente du Caguan en zone démilitarisée, peu de temps après la rupture de dialogue entre le gouvernement et les FARC.
La Vie sans Liberté est une vie sans dignité. La séquestration crée des lésions profondes dans la vie et la dignité des personnes. Aucune cause ne la justifie ; il est absurde d’invoquer un révolution supposée rendre sa dignité à un peuple, si elle s’appuie sur l’enlèvement de milliers de personnes. Lorsqu’ils ont enlevé Ingrid ils ont écourté sa campagne politique, ils lui ont enlevé sa liberté et, avec elle, sa dignité de vie. Aujourd’hui, Ingrid est devenue le symbole de la lutte pour la liberté de milliers de personnes en Colombie et à travers le monde.
Le supplice de la séquestration est une douloureuse expression de la dégradation de la guerre.Seul un accord érigeant les limites humanitaires au conflit armé que connaît la Colombie depuis 40 ans pourra mettre fin à ces séquestrations. Des milliers de personnes ont été aussi victimes d’autres violences : disparitions forcées, déplacements, perte d’êtres chers ou pire, perte de la vie.
Tout acte de violence commis par un acteur armé contre une population civile désarmée est inacceptable et condamnable quelles que soient ces pratiques arbitraires, et quels que soient les auteurs.
Au milieu du conflit armé en Colombie, il existe des enlèvements crapuleux et des enlèvements politiques comme ceux d’Ingrid, de soldats, de parlementaires et de gouverneurs. Les séquestrations politiques sont les plus longues ; certains soldats et policiers connaissent ces conditions infâmantes depuis plus de 8 années. Le Gouvernement a le devoir de chercher une solution urgente à cette situation.
A l’heure actuelle aucune des deux parties ne souhaitent la libération des otages. Ni la guérilla qui les considèrent comme butin de guerre, ni le gouvernement qui juge toute négociation comme étant un acte de faiblesse. Rendre la liberté et la vie à ces personnes est la meilleure manière de démontrer la solidité des institutions colombiennes. Il est urgent qu’un accord humanitaire mette définitivement fin à cette pratique inhumaine de la séquestration.
Nous conjurons le Gouvernement Colombien de ne pas tenter de sauvetage « à feu et à sang » ; les séquestrés ont droit à la vie et la vie est le premier droit de toute nation.
Il est besoin de volonté et décision politique pour trouver une solution qui ne s’applique pas au détriment de l’Etat et des institutions ; plusieurs expériences dans le monde l’ont ainsi démontré.
Parce que “la Vie n’est pas une force pour la violence, mais pour la Liberté” Hannah Arendt
Déclaration universelle des Droits de l’Homme
Article 1° : Tous les êtres humains naissent libres et égaux en dignité et en droits. Ils sont doués de raison et de conscience et doivent agir les uns envers les autres dans un esprit de fraternité.
Article 3° : Tout individu a droit à la vie, à la liberté et à la sûreté de sa personne.
lunedì 3 marzo 2008
NO,NO,NO ALLA VIVISEZIONE!!!!!!!!!!!!!FERMATE QUESTI MACELLAI!

domenica 2 marzo 2008
DOVE ANDREMO A FINIRE?CI POTRANNO ANCHE PISCIARE IN TESTA E NOI ZITTI?
Per un giorno e mezzo nn vado sui blog,nn navigo in internet,ci torno e mi tocca parlare di questa bruttura.Di questo schifo.Non bastano i morti sul lavoro,gli invalidi resi tali x guadagnarsi il pane,ora nn ci si puo' più nemmeno lamentare che si finisce con la testa nel water,com'è successo a questa cassiera dell'Esselunga?La cassiera,peruviana,(nn so se il razzismo c'entri qualcosa con il trattamento che ha subito),è stata aggredita nello spogliatoio,accade a MILANO,ESSELUNGA DI VIA PAPINIANO,la persona che l'ha aggredita nn è stata ancora identificata.Le ha infilato la testa nel water,e lei in quei momenti ha creduto di morire. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio". Ieri i sindacati confederali di categoria hanno proclamato lo sciopero per tutta la giornata ,con un presidio di solidarietà cui hanno partecipato i lavoratori ma anche clienti ,circa 400.Naturalmente,c'è un precedente:questa povera crista(nn me ne voglia per il termine)aveva già denunciato di essersi urinata addosso,perchè fino alla fine del turno nn le avevano xmesso di andare in bagno,nemmeno dopo l'incidente capitatole!che proprio incidente nn direi si tratti,ma dove siamo?nn si può nemmeno piu' pisciare sul lavoro?e se uno ha un attacco di diarrea e se la fa sotto,che fa,resta sporco e puzzolente fino a che nn chiude il supermercato?Questa persona,tra l'altro,soffre anche di problemi renali,che dovrebbe fare,rinunciare a lavorare xchè all'Esselunga di via come cavolo si chiama a Milano nn si piscia in servizio?Non so se il suo contratto sia temporaneo o sia a tempo indeterminato,(anche se un dubbio mi viene),si sa solo che lavora part-time,30 ore settimanali ,per poco più di 1000 euro netti al mese.Quella volta,dopo l'episodio della pipì addosso,si è recata all'ospedale,(OVVIAMENTE DOPO IL LAVORO,NON SIA MAI!)dove le hanno diagnosticato una cistite emorragica,con 15 giorni di malattia.Si è iscritta solo in un secondo tempo al sindacato,ha scelto la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso".Perchè dico tutti questi particolari?Beh,perchè secondo me contano. Giovedì scorso l'aggressione,ad opera di uno sconosciuto,(x ora):l'ha bendata,le ha bloccato le mani,un panno in bocca e le ha sbattuto la testa contro i muri del bagno.Le ha gridato"PISCIA"e ha premuto il tasto dello sciacquone,con la sua testa nel water.Lei è svenuta.L'ha soccorsa il direttore,che l'ha portata all'ospedale.Lei ha denunciato il fatto,contro ignoti x ora,in più c'è la denuncia di MOBBING......parola che ricorre spesso,negli ultimi tempi,quando si parla di lavoro.Le hanno dato 10 giorni come infortunio,ma che infortunio è?L'infortunio,lo dice la parola,è un accidente fortuito,qui si aggrediscono le persone che osano alzare la testa,x poter andare al bagno!!!!!!!!!!!!Sembra di essere in Cile,il Cile peggiore,di Pinochet,nn quello della Bachelet ovvio! I sindacati vanno cauti,Graziella Carneri della Filcams-Cgil dice che"ovviamente non si pensa che l'aggressione sia stata commissionata dall'azienda ma che c'è una forte responsabilità per il clima intimidatorio: molti dipendenti hanno paura di prendere parte all'attività sindacale".Alcuni lavoratori concordano,almeno quelli che hanno il coraggio di dirlo.E visto il trattamento che riceve chi denuncia,capisco perchè siano così in pochi!Io non voglio fare un processo sommario,ma conosco della gente che lavora o ha lavorato nei supermercati esselunga,e nn solo in quelli,sia chiaro(lo dico per correttezza,anche gli altri supermercati sono luoghi in cui i diritti dei lavoratori sono una chimera,perlopiù!)in quanto a trattamento dei lavoratori direi che nn siano proprio un posto idiallico,per usare un eufemismo!Turni massacranti,la parola diritto la devi bisbigliare a bassa voce,molti contratti a termine con sempre la minaccia costante che se nn ti comporti bene,nn te lo rinnovano,ecc ecc.Nn avevo però mai sentito nulla di simile,di così gretto,meschino,abietto!Certo,l'aggressione mi indigna particolarmente,nn so se sia iniziativa di uno solo,spero che venga fatta chiarezza,ma già il fatto di non poter andare in bagno durante l'orario di lavoro è un'aberrazione,un ritorno alla schiavitù!Fatto reso ancora più grave perchè la persona in questione ha anche problemi renali!Se poi si lamenta,giù nel water.........sarà un caso?sarà il gesto di un collega,secondo voi?Io ho i miei dubbi,francamente,nn voglio dare facili verdetti,però lasciatemi il mio dubbio!Uno stralcio dell'articolo:" Il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati, sottolinea che "nel gruppo registriamo una violazione di alcuni diritti, e la situazione in Esselunga è paradigmatica del fatto che i diritti non sono acquisiti per sempre ma vanno rivendicati e presidiati". Cgil, Cisl e Uil daranno assistenza legale alla lavoratrice. L'azienda ha replicato, in una nota: "Sono attualmente in corso delle indagini da parte delle forze dell'ordine di cui subito abbiamo richiesto l'intervento e alle quali stiamo fornendo la massima collaborazione. Auspichiamo che venga fatta luce sulla vicenda nel più breve tempo possibile. Al momento riteniamo prematuro rilasciare altre dichiarazioni". Ma la vicenda non si chiude qui: martedì è previsto un nuovo presidio e alcuni sindacalisti chiedono ai clienti e ai milanesi di "inondare la direzione di proteste e richieste di informazione via e-mail".
Che ne dite,la mandiamo una mail,anche noi che nn siamo milanesi?perchè che la gente si debba pisciare addosso,e poi finire con la testa nel water,che accada a Milano o altrove,credo nn riguardi solo i milanesi,voi che dite?Io vi linko l'indirizzo https://www.esselunga.it/default.aspx?idPage=452,poi fate voi.........Vi posto il testo della mail che ho mandato:
"Salve.Questa mail ve la scrivo per segnalarvi lo sdegno che ho provato leggendo l'articolo su repubblica on-line:http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html,circa il fatto avvenuto a Milano,nel vostro negozio di viale Papiniano,dove ad una vostra dipendente è stata infilata la testa nel water.Il fatto è inammissibile,ovviamente,ma cio' che mi ha colpito è stato anche che a quella signora nn fosse concesso di andare in bagno durante l'orario di lavoro,fatto incredibile,che sa di medioevo!In più,lei soffre pure di problemi renali!Mi chiedo:succede solo in quella filiale,o nei vostri negozi è una regola?Saranno puniti i responsabili,per aver dato quelle disposizioni?Per aver permesso che lei dovesse orinarsi addosso,e che rimanesse bagnata di PIPI' fino alla fine del suo turno di lavoro?MA STIAMO SCHERZANDO?Io ora vivo a Taranto,vostri punti vendita non ce ne sono,ma quando vivevo a Pistoia ero vostra cliente.I vostri prezzi erano convenienti,ma se avessi anche solo sospettato che succedessero fatti simili,nn ci sarei mai venuta,sappiatelo.Spero si tratti di un episodio isolato,e che prenderete dei seri provvedimenti,sia per fare chiarezza sul cio' che è avventuto nel bagno dello spogliatoio di via Papiniano,sia su queste direttive di nn poter nemmeno usufruire dei servizi igienici durante il lavoro.E spero che questa mail non vada ad aggravare la posizione di quella vostra dipendente,mi terrò informata x quanto posso sugli eventuali sviluppi.E spero di avere delle risposte da voi,ma che soprattutto le abbia la signora che è stata così duramente trattata.In fede."
SE VOLETE FAR PASSAPAROLA,COME SEMPRE,SIETE INVITATI A FARLO.












